Le temperature globali hanno già subìto un rialzo di circa 1°C; se quest’aumento raddoppiasse, i rischi per il clima sarebbero enormi
I delegati di 195 Paesi stanno per raggiungere alla Conferenza sul Clima in corso a Le Bourget uno storico accordo per limitare il riscaldamento globale: il documento in attesa dell’approvazione finale fissa il tetto dell’innalzamento della temperatura “ben al di sotto dei 2°C”, rispetto ai livelli pre-industriali, puntando a 1,5 gradi. Le temperature globali hanno già subìto un rialzo di circa 1°C; se quest’aumento raddoppiasse, i rischi per il clima sarebbero enormi. Alcune isole rischierebbero scomparire a causa dall’innalzamento dei livelli del mare: ecco perché si è puntato al contenimento entro 1,5 gradi. Altro nodo del negoziato è stato il taglio delle emissioni inquinanti: nella bozza finale si legge che, per ridurre la temperatura “ben al di sotto dei 2°C“, “le parti puntano a raggiungere il picco globale delle emissioni di gas serra il prima possibile, riconoscendo che i Paesi in via di sviluppo impiegheranno più tempo per tale picco, e a intraprendere successivamente rapide riduzioni in base alla miglior scienza disponibile, in modo da raggiungere un equilibrio tra le emissioni antropogeniche dalle fonti e la rimozione dei gas serra tramite pozzi nella seconda metà di questo secolo, sulla base dell’equità e nel contesto dello sviluppo sostenibile e degli sforzi per sradicare la povertà“. Per quel che riguarda poi l’impegno finanziario, era stato già preso a Copenhagen: 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 per aiutare i Paesi in via di sviluppo (punto inserito nelle decisioni non vincolanti che accompagnano il testo dell’accordo).
