“Questo è un accordo che deve salvare tutti, che include tutti, e il fatto di avere il riferimento a 1,5 gradi significa avere un accordo che salva tutti, altrimenti alcuni non si salvano”
“L’accordo è in itinere quindi lo valuteremo nel suo complesso alla fine, perché i punti aperti sono ancora tanti e soprattutto determinanti per valutare la qualità dell’accordo stesso, ma qui troveremo la soluzione a molti problemi, e per i punti che resteranno aperti da Parigi potremmo avere nel corso delle revisioni del trattato l’occasione per avvicinarci sempre di più all’obiettivo, questo è il processo negoziale messo in piedi”. Così il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti a Le Bourget. “Continuo a dire che a Parigi si apre un processo che durerà per 85 anni, fino al 2100 e comunque questo è un dato già di per sè stesso estremamente positivo – conferma Galletti -. Perché per la prima volta tutti i paesi del mondo hanno la consapevolezza di avere un problema e si sono seduti attorno a un tavolo per trovare una soluzione“.
“Io, come Italia, sono soddisfatto del fatto che nella bozza ci sia il riferimento a 1,5 gradi, un obiettivo che noi ci eravamo dati fortemente, perché credo che abbia un senso anche morale ed etico, che poi è il cuore dell’accordo”, aggiunge il ministro, per il quale “questo è un accordo che deve salvare tutti, che include tutti, e il fatto di avere il riferimento a 1,5 gradi significa avere un accordo che salva tutti, altrimenti alcuni non si salvano“. Sarà poi “il primo accordo che gestisce collegialmente” non una situazione statica ma “un processo di sviluppo, di sviluppo sostenibile”.
