Dal 1° gennaio la fisica italiana Fabiola Gianotti alla guida del Cern

Il 2016 per Fabiola Gianotti si apre sotto i migliori auspici. Il 1° gennaio infatti, la fisica italiana – citata oggi dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nella conferenza stampa di fine anno come esempio dell’Italia che finalmente fa sistema – assumerà ufficialmente l’incarico di direttore generale del Cern, il più grande laboratorio di fisica delle particelle del mondo, un esempio di proficua collaborazione internazionale con migliaia di scienziati di oltre 100 nazionalità impegnati ad ampliare i confini della conoscenza umana.

Andrea Negro/LaPresse
Andrea Negro/LaPresse

Il passaggio di consegne tra il direttore generale uscente Rolf Heuer – che ha ricoperto l’incarico negli ultimi 7 anni – e la Gianotti è avvenuto a metà dicembre durante la 178esima sessione del Consiglio del Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire, che ha visto anche l’avvicendamento alla presidenza del Cern, con l’arrivo di Sijbrand de Jong al posto di Agnieszka Zalewska, che ha concluso il suo mandato triennale.
La cerimonia è stata l’occasione per ripercorrere gli ultimi anni di attività del Cern, laboratorio con 60 anni di storia alle spalle e che di recente è sempre più spesso associato al potentissimo acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider) – grazie al quale è stato scoperto il bosone di Higgs che nel 2013 è valso il premio Nobel a François Englert e Peter Higgs – che, dopo aver stupito il mondo scientifico e non solo con le sue collisioni tra protoni accelerati a un’energia mai raggiunta prima, ora è fermo per la tradizionale pausa tecnica invernale e ripartirà a marzo 2016. Anni in cui il Cern ha aperto le sue porte a nuovi contributi con l’ingresso, ad esempio, tra gli Stati membri di Israele, cui in un prossimo futuro si aggiungeranno Romania e Serbia e con Pakistan e Turchia divenuti membri associati nel 2015.
“Il nuovo management eredita un laboratorio in gran forma”, ha detto Fabiola Gianotti in occasione del passaggio di consegne.
“Abbiamo una base importante su cui costruire e un futuro davvero luminoso davanti a noi”. Una base che moltissimi italiani, come Edoardo Amaldi (tra i padri fondatori), Carlo Rubbia, Luciano Maiani (gli ultimi due direttori generali del Cern) e i tanti scienziati, ricercatori, tecnici, ingegneri impegnati nel laboratorio ginevrino, hanno contribuito a costruire. Compresa Fabiola Gianotti, che al Cern lavora dal 1987.
Nata a Roma, classe ’62, la Gianotti ha studiato Fisica all’Università di Milano dove, nel 1989, ha conseguito il dottorato di ricerca in fisica sperimentale subnucleare e, in seguito, è stata borsista INFN. Dal 1994 è fisico di ricerca nel Physics Department del Cern, dove ha lavorato in vari esperimenti tra cui Atlas, di cui è stata coordinatore internazionale dal 2009 al 2013. E proprio in questa veste il 4 luglio del 2012 ha annunciato la scoperta del bosone di Higgs, risultato scientifico di immenso valore, che è stato premiato l’anno successivo con il Nobel per la Fisica ai teorici che per primi avevano ipotizzato l’esistenza di questa particella. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la nomina nel febbraio 2009 a Commendatore della Repubblica Italiana e nel settembre 2013 a Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
La rivista “Time” – che le ha dedicato una copertina – l’ha collocata quinta nella graduatoria delle persone dell’anno 2012.