Discorso Mattarella, per la prima volta focus sull’ambiente. Attenzione particolare all’emergenza smog [FOTO]

L’impegno delle istituzioni, nazionali e locali, deve essere in questo campo sempre maggiore. Un esempio: si può chiedere ai cittadini di limitare l’uso delle auto private, ma, naturalmente, il trasporto pubblico deve essere efficiente. E purtroppo non dovunque e’ cosi’. Il compito di difendere l’ambiente, peraltro, ricade in parte su ciascuno di noi“. Lo ha detto nel messaggio di fine anno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Molto della qualità della nostra vita dipende dalla raccolta differenziata dei rifiuti e dal rispetto dei beni comuni“, ha aggiunto, “Non dobbiamo rassegnarci alla società dello spreco e del consumo distruttivo di cibo, di acqua, di energia“.

Il Presidente Sergio Mattarella in occasione del messaggio di fine anno.Se il richiamo all’occupazione, seppur pesante, non e’ certo una novità negli annali del Quirinale, e nemmeno la parte sull’evasione fiscale, la novità di quest’anno nel messaggio d’esordio di Sergio Mattarella e’ la sua tonalità verde. Il 2015 e’ stato l’anno dell’enciclica “Laudato Sii” di Papa Francesco e della conferenza di Parigi. Temi cui Sergio Mattarella e’ particolarmente sensibile. Il Capo dello stato si e’ soffermato a lungo sull’argomento, tenendo alle spalle un camino opportunamente spento (lo smog anni ’70 di Londra era frutto della commistione di nebbia e particelle di carbone che salivano dai comignoli), ed ha chiesto a tutti di collaborare attraverso le decisioni politiche ed i comportamenti di tutti i giorni.

Nessuno tra i suoi predecessori aveva sottolineato con uguale forza l’argomento, nemmeno quell’Oscar Luigi Scalfaro che sfioro’ la crisi diplomatica con la Francia, una volta, dopo la ripresa degli esperimenti nucleari nell’Atollo di Mururoa. Ma a Scalfaro si deve una delle frasi piu’ forti mai pronunciate contro gli evasori fiscali. “Vanno trattati“, esplose nel messaggio di fine anno del 1997, “come traditori della Patria“. Il richiamo all’occupazione e’ stato invece una costante dei messaggi di Ciampi e Napolitano, e persino di Cossiga. Il quale pero’ prediligeva l’appuntamento del 31 dicembre per le sue picconate. Storico il suo silenzio ostentato per protesta contro le accuse rivoltegli per il caso Gladio. Diverso invece lo stile di Pertini, il primo ad usare il format “Nonno d’Italia” seduto in poltrona e mente rivolta alla gente comune. Ma il suo format prevedeva la pipa in bocca (e talvolta tra i denti) e le gambe non sempre compostamente accavallate.