L’eccezionale fase anticiclonica che ormai da mesi interessa gran parte del nostro territorio nazionale sta contribuendo a rendere l’aria sempre più velenosa per via degli elevatissimi tassi di inquinamento, indotti dalla presenza di una circolazione atmosferica molto “lasca” e dalla persistenza delle inversioni termiche da irraggiamento in prossimità del suolo. Le situazioni più critiche ormai le registriamo da giorni attorno i grandi centri urbani del centro-nord, in modo particolare sulla pianura Padana, dove le concentrazioni delle polveri sottili superano abbondantemente il limite di attenzione, arrivando a raggiungere valori veramente da record per l’Italia. Purtroppo l’assenza di ventilazione, la mancanza di precipitazioni e la persistenza di uno “strato inversivo” in prossimità del suolo fanno in modo che la qualità dell’aria peggiori, raggiungendo concentrazioni davvero molto pericolose per la salute.

L’aerosol altro non è che un insieme di particolati, ovvero particelle solide e liquide disperse nell’aria con dimensioni relativamente piccole. Queste particelle presenti nell’atmosfera sono indicate con molti nomi comuni: polvere e fuliggine per quelle solide, caligine e nebbia per quelle liquide. Nei prossimi giorni, data la persistenza del campo anticiclonico, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente, soprattutto lungo il catino Padano e sulle aree pianeggianti di Toscana, Lazio e Campania, dove si rischia di sforare la soglia d’attenzione.