“Con questi indicatori di inquinamento tutta la popolazione e’ a rischio e non soltanto le fasce piu’ deboli, come i bambini e gli anziani”. A lanciare l’allarme all’AGI e’ Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanita’. “In questi giorni il mio consiglio e’ quello di evitare di fare attivita’ sportive all’aria aperta, come il jogging e la bicicletta” spiega Ricciardi, che ieri ha partecipato alla riunione al ministero della Salute di un team di tecnici ed esperti per fronteggiare l’emergenza smog.

Quanto alle targhe alterne, imposte tra gli altri dal Commissario prefettizio di Roma, Francesco Paolo Tronca, Ricciardi si dice perplesso: “Io penso che non risolvano il problema, perche’ sono un provvedimento di emergenza e tra l’altro possono essere aggirate dai furbi”. Bene, invece, la decisione di chiudere gli impianti di riscaldamento negli edifici scolastici durante le vacanze di Natale per ridurre l’inquinamento. Altro strumento da adottare, secondo Ricciardi, e’ incoraggiare la circolazione sui mezzi pubblici attraverso tariffe agevolate. In generale la strada da percorrere e’ quella di attrezzarsi “con misure strutturali e drastiche” per fare fronte ad un cambiamento climatico epocale. “Questo e’ stato in Italia il dicembre piu’ caldo degli ultimi decenni e oggettivamente la prolungata assenza di pioggia determina i fenomeni che stiamo vedendo – afferma il presidente dell’Iss -. Ma il cambiamento del clima e’ ormai strutturale, come hanno recepito a Parigi tutti i Paesi del mondo, e prevede che dobbiamo riconsiderare tutto il trasporto urbano, incentivando i mezzi pubblici e cercando di eliminare man mano le automobili piu’ inquinanti. La stessa Parigi ha gia’ detto che entro il 2017 non fara’ circolare i veicoli piu’ inquinanti all’interno della propria area metropolitana. Anche noi dobbiamo cominciare a prendere in considerazione ipotesi di questo tipo – sottolinea Ricciardi -. E’ chiaro che ci vorra’ del tempo, ma soprattutto la collaborazione da parte dei cittadini che dovranno cambiare le loro abitudini, preferendo all’automobile i mezzi meno inquinanti”.