Etna, l’esperto CNR: “il vulcano non è in equilibrio, per questa situazione serve attenzione”

Eruzione dell'Etna, intervista a Gianluca Sottili: "in queste ore, a differenza della fine del primo parossismo, il tremore vulcanico non è rientrato nei parametri di base, ma è rimasto alto"

Nel corso degli ultimi anni ci sono stati periodi in cui, sull’Etna, si sono verificate attività analoghe a quelle che stanno accadendo in questi giorni.” A fare il punto della situazione sull’attività del vulcano siciliano ai microfoni di MeteoWeb è Gianluca Sottili, vulcanologo dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG) del CNR di Montelibretti. “Nella prima metà del 2000 – continua il ricercatore – sono accaduti più di 60 eventi simili, che si erano verificati anche tra 1998 e nel 1999. E’ chiaro che l’impatto sulla popolazione, i disagi alle persone e anche alle amministrazioni locali non sono indifferenti. Nel momento in cui grandi comuni come Messina e Reggio Calabria si ritrovano a smaltire tonnellate di cenere, questo comporta uno sforzo notevole. E’ opportuno dunque – avverte Sottiliche in caso di pericolo si adottino norme di comportamento che limitino i rischi: innanzitutto prudenza durante la guida nelle strade situate nei pressi del vulcano, perché la polvere potrebbe costituire un pericolo non indifferente; poi, è sconsigliato per gli escursionisti avventurarsi, senza prima sentire il parere di una guida o dei centri di competenza“.

etna 00Per quanto riguarda nello specifico le caratteristiche dei parossismi avvenuti a poco più di 24 ore di distanza l’uno dall’altro, l’esperto spiega che “è tipico lo svolgersi di serie di eventi anche ravvicinati tra loro, infatti altre attività simili, sebbene non di questa portata, si sono registrate negli ultimi anni. Dalla seconda metà degli anni ’90 questi fenomeni non sono stati rari“. E sull’evolversi degli eventi Sottile tiene a precisare che “i vulcani, a differenza dei terremoti, danno qualche ora si preavviso“.

L’imminenza di un parossismo, infatti, causa “l’aumento di un parametro definito tremore vulcanico. In ogni caso, è bene ricordare che l’Etna è uno dei vulcani più studiati e più sorvegliati al mondo, 24 ore su 24. Fare previsioni può essere problematico; quel che è certo è che il vulcano non è in equilibrio. L’evoluzione dei fenomeni è difficile da prevedere. Il cratere centrale tende a produrre fenomeni che hanno intensità violenta, come accadde nel ’98 e nel ’99. Nel cratere di sud-est, invece, l’attività è relativamente blanda. In queste ore – sottolinea il vulcanologo – a differenza della fine del primo parossismo, il tremore vulcanico non è rientrato nei parametri di base, ma è rimasto alto. Quindi lo stato del vulcano, che è il più attivo d’Europa, merita sicuramente attenzione“.

Infine, Sottile ci lascia un suggerimento: “in merito alla situazione, che sicuramente interesserà le autorità, ma anche i cittadini, è opportuno informarsi attraverso canali qualificati, evitando siti web e voci non qualificati a rilasciare informazioni. Ad esempio le informazioni rilasciate dall’INGV sono sicuramente le più affidabili“.