MeteoWeb»GEO-VULCANOLOGIA»Etna, l’esperto INGV: “i parossismi continueranno, è probabile che possa avvenire anche altro”
Etna, l’esperto INGV: “i parossismi continueranno, è probabile che possa avvenire anche altro”
"E' ragionevolmente probabile che qualcosa possa avvenire anche prossimamente. L'allarme scatta qualche ora prima dell'evento eruttivo, dandoci quindi un po' di preavviso"
L’Etna torna a dare spettacolo, e a fare anche un po’ di paura. Con un’eruzione vulcanica che è stata una delle più forti degli ultimi 20 anni, le fontane di lava hanno raggiunto l’altezza di un chilometro nella notte fra il 2 e il 3 dicembre e alcuni getti di materiale incandescente hanno raggiunto l’altezza di 3 km sopra la cima del vulcano. Nelle ore successive, poi, l’attività esplosiva all’interno del Cratere Voragine è proseguita dando vita stamattina, dalle 10:00 in poi, ad un altro parossismo molto simile con un’altra colonna di cenere enorme, alta fino ad oltre 10.000 metri di altitudine nell’atmosfera. Contemporaneamente sono state registrate anche emissioni di cenere dal Nuovo Cratere di Sud-Est.
Salvatore Giammanco, esperto dell’INGV di Catania – Osservatorio Etneo – ha spiegato ai microfoni di MeteoWeb che “i due forti parossisimi dal cratere centrale dell’Etna, hanno seguito di qualche mese un’attività esplosiva intracraterica, non visibile, ma percepita dai sensori. Altri segnali – spiega ancora l’esperto – c’erano già da questa estate. Il vulcano si stava ricaricando. Per noi, quanto accaduto, non è stata una sorpresa. I fenomeni continueranno più o meno simili anche nei prossimi giorni, perché la situazione non è rientrata“. Impossibile fare previsioni dettagliate su quanto potrà succedere, ma Giammanco, seppur con molta cautela, avverte che “è ragionevolmente probabile che qualcosa possa avvenire anche prossimamente. Non bisogna creare allarmismi, perché non ci aspettiamo nulla di importante, sono attività che fanno parte della vita fisiologica del vulcano“.
L’Etna potrebbe dunque tornare ad eruttare, “ma – precisa l’esperto – per il momento siamo al di sotto della soglia di allarme. Quest’ultimo scatta qualche ora prima dell’evento eruttivo, dandoci quindi un po’ di preavviso“. Il tempo necessario, dunque, per “allertare la protezione civile, il Questore, i sindaci, gli aeroporti, insomma tutte le autorità che dovranno poi prendere i dovuti provvedimenti. Il nostro compito – conclude – si ferma lì“. Ed è come sempre quello più proficuo e fruttuoso perché nasce dalla scienza e fornisce tutte le informazioni utili da cui autorità e cittadini dovrebbero trarre indicazioni precise su comportamenti e stili di vita.