Case non isolate in Sardegna: è un grave danno all’economia e all’ambiente
Il 61,8% delle abitazioni in Sardegna non e’ isolato dal caldo e dal freddo. E questo e’ un doppio danno: si spende di piu’ e si fa male all’ambiente. E’ l’allarme lanciato da un dossier di Confartigianato. La soluzione? Approfittare – suggerisce l’organizzazione – del bonus energia per ristrutturazioni ad hoc. Anche perche’ nell’Isola il settore dell’impiantistica registra oltre 3mila imprese che danno lavoro a quasi 6mila addetti.
“In queste giornate di persistente e insolito clima primaverile – afferma la presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Carmela Folchetti – le basse temperature sono accettabili e quindi gli impianti di riscaldamento girano ancora al minimo. Il problema si pone quando il caldo estivo diventa torrido e il freddo invernale di trasforma in gelo, allora li’ si capisce quanto sia importante vivere in abitazioni sane e poco energivore. Con un piccolo investimento, la cui maggior parte viene recuperata tramite gli appena riconfermati bonus energia e bonus ristrutturazioni, e’ possibile tagliare la spesa per riscaldamento e raffrescamento e non inquinare l’ambiente”.
La fonte di alimentazione degli impianti in Sardegna, non essendoci il metano, e’ per il 40,2% la biomassa (legna, pellet o energia prodotta dagli scarti di lavorazione). Seguono il Gpl per il 21,1%, l’energia elettrica per il 19,7% e il gasolio per il 18,9%. Tra gli impianti di condizionamento caldo/freddo (ovvero sistema di climatizzazione unico per estate e inverno), il record e’ proprio della Sardegna: ben il 47,5% delle case utilizza questo sistema (media italiana 29,4%). All’interno di questa percentuale, l’82,9% sono pompe di calore fisse o portatili, il 13,2% sono condizionatori utilizzati solo per raffreddamento e il 3,9% e’ costituito da impianti centralizzati. Tra le oltre 3mila imprese che trattano l’impiantistica, 1.744 si occupano di installazione di impianti elettrici, 1.140 di idraulica, riscaldamento e aria condizionata e 152 di altri tipi di installazione. Tutte queste imprese costituiscono il 22,1% del settore edile. Tra le vecchie province sarde, il maggior numero di imprese si registra a Cagliari-Sulcis-Medio Campidano con 1.204 imprese e 4.385 addetti. Segue Sassari-Gallura con 1.116 e 2.857, Nuoro-Ogliastra con 495 e 892 e Oristano con 251 e 681 addetti. “Purtroppo – sottolinea la presidente Folchetti – dobbiamo constatare che l’aumento delle tariffe energetiche, luce e gas in primis, scattato lo scorso ottobre pesa su famiglie e imprese che stanno continuando ad affrontare la difficile congiuntura economica”.