Le temperature a 3.000 chilometri di profondità variano più del previsto
Dal cuore ‘irregolare’ della Terra arrivano segnali che aiutano a ricostruire la storia del nostro pianeta e del suo campo magnetico. Le Temperature nella zona che si trova a 3.000 chilometri di profondita’, al confine tra il mantello e il nucleo, subiscono variazioni fino a tre volte maggiori del previsto. Lo indica lo studio coordinato dal geofisico Hrvoje Tkalcic, dell’Universita’ nazionale australiana (Anu), e pubblicato sulla rivista Scientific Reports. “Il nucleo e’ come un pianeta dentro il pianeta”, ha osservato Tkalcic, tanto che “il contrasto tra il mantello solido e il nucleo liquido e’ maggiore di quello tra il suolo e l’aria”. Secondo il geofisico il centro della Terra e’ cosi’ complesso che “e’ piu’ difficile da studiare rispetto al centro del Sole”.

I ricercatori hanno esaminato il confine tra mantello e nucleo grazie ai dati forniti dalle onde sismiche, rivelate da 4.000 sismometri di tutto il mondo. Le onde sismiche trasportano informazioni dei materiali che attraversano perche’ la loro velocita’ e’ influenzata da temperatura, densita’ e composizione chimica. Di conseguenza, le onde sismiche permettono di ottenere una sorta di Tac del materiale in cui viaggiano. In questo caso, i ricercatori hanno ottenuto la mappa della zona dove il mantello incontra il nucleo e mostrano che in questa regione, oltre a notevoli differenze diTemperature, ci sono strutture gigantesche, grandi quanto un intero emisfero, a strutture piu’ piccole, del diametro di circa 400 chilometri. Queste immagini, secondo Tkalcic, aiuteranno a comprendere come le correnti che fanno salire o sprofondare i materiali del mantello a causa del calore (moti convettivi) collegano la superficie terrestre con la parte inferiore del mantello. ”Queste variazioni di Temperature – ha aggiunto – hanno anche implicazioni per la comprensione dei meccanismi della dinamo presente nel nucleo, che genera il campo magnetico della Terra”.