Inquinamento Milano: il traffico incide del 46%

Secondo gli ultimi dati Arpa, il traffico incide del 46% sull’inquinamento a Milano

L’inquinamento sta interessando diverse città italiane. Le condizioni meteorologiche non favoriscono un miglioramento delle condizioni, ma la causa principale è da attribuire al traffico. Secondo l’Arpa, infatti, il 46% della produzione totale di Pm10, è dovuta al traffico, il 22% invece alla combustione di legna. Nel resto della Lombardia, invece, il trasporto genera il 25% delle emissioni e il 45% è causato dal riscaldamento. L’agricoltura e l’allevamento producono poi il 7% totale di Pm10, mentre l’industria è responsabile del 15%. A Milano, invece, l’agricoltura è responsabile appena del 3%. I principali danni alla salute umana sono causate dalle polveri sottili Pm10. In realtà, esistono diversi tipi di polveri, come: il Pm 2,5 che sono ancora più dannose e che hanno un limite annuo. Matteo Lazzarini responsabile della qualità d’aria di Arpa ha spiegato che “il Pm10 è quello che più di ogni altro è critico. Alcuni inquinanti che non sono più un problema come il monossido di carbonio o il biossido di zolfo: le concentrazioni sono diminuite nel corso degli anni andando a individuare le sorgenti e applicando opportuni provvedimenti. Il monossido in particolare era prodotto dai veicoli a benzina, con la marmitta catalitica e la sostituzione parco veicolare circolante si è riusciti ad ottenere risultati nel corso degli anni. In quel caso il problema era più semplice perchè si tratta di una molecola ben determinante emessa quasi totalmente da una tipologia di attività e intervenendo alla sorgente il problema viene risolto“. “Per il Pm10 il discorso è più complicato perchè la sorgente non è univoca. Se si parla traffico di auto e veicoli non è solo quello che esce dal tubo di scappamento ma anche le emissioni dovuta a erosione parti meccaniche del veicolo, come freni e pneumatici – ha spiegato ancora Lazzarini – quando si parla di auto elettriche ed ecologiche si dimentica di questo elemento“. Se si parla invece di riscaldamento, a Milano il quantitativo di emissioni di Pm10 è dovuto a questa attività. Meno invece è prodotto dalle industrie, che risiedono ormai in zone più periferiche. “Il Pm10 si forma per reazioni chimico fisiche a partire da altri composti e su questo è difficile intervenire” ha concluso Lazzarini.