Le stazioni di misura della qualità dell’aria, spiega una nota, saliranno da 32 a 37, alle quali se ne aggiungeranno due mobili
Un numero più alto di centraline e una nuova rete di monitoraggio incentrata su criteri diversi, più scientifici e rappresentativi della qualità dell’aria in tutta la regione. Così la Toscana rafforza la lotta allo smog. Le stazioni di misura della qualità dell’aria, spiega una nota, saliranno da 32 a 37, alle quali se ne aggiungeranno due mobili. Passeranno inoltre da 31 a 63 i Comuni toscani che dovranno dotarsi di un apposito Piano di azione comunale (PAC), un programma che prevede interventi strutturali e contingibili, questi ultimi da attivare solo in caso di necessità, utili a combattere lo smog. Il nuovo elenco dei Comuni è stato “stilato” dalla Regione in collaborazione con Lamma e Arpat. “Il nuovo approccio che fissiamo con la delibera appena approvata, frutto di uno studio complesso e articolato, si basa sull’analisi per aree ampie, visto che l’aria non ha confini comunali – ha detto l’assessore all’ambiente Federica Fratoni -. In questo modo potremo intervenire più fermamente sull’inquinamento nelle aree urbanizzate. Si tratta un ulteriore passo avanti nella lotta al cambiamento climatico, come sottolineato dal presidente Rossi durante il suo intervento alla conferenza di Parigi e ricordo anche che la Regione ha aderito in qualità di coordinatore territoriale al Patto dei Sindaci”. E’ opinione di Fratoni che “la politica di risanamento che abbiamo potenziato si concentra su interventi strutturali, volti a garantire effetti più stabili nel tempo e quindi il rispetto dei valori limite di qualità dell’aria indipendentemente dalle condizioni meteo”.
