Il processo in merito alle responsabilità dei danni causati dall’alluvione del 2013 in Sardegna vedrà la sua prossima udienza a febbraio
A febbraio riprenderà il processo in merito ai danni dovuti all’alluvione che si è abbattuta sulla Sardegna il 18 novembre 2013. Sono circa 200 i testimoni che si dovranno presentare in tribunale a Tempio Pausania per il processo ad amministratori locali e funzionari comunali di Olbia e Arzachena, imputati per le vittime e i danni provocati dal terribile evento. L’udienza di apertura di questa mattina è stata dedicata all’esame delle eccezioni procedurali. Quelle della difesa sono state respinte dal collegio presieduto da Gemma Cucca, anche perché alcune avrebbero potuto compromettere l’iter del procedimento. La prossima udienza del processo, seguito dal capo della Procura di Tempio, Domenico Fiordalisi, è stata fissata per il 1 febbraio 2016. Sul banco degli imputati saliranno i sindaci di Olbia, Gianni Giovannelli e di Arzachena, Alberto Ragnedda. Assieme a due dirigenti del Comune di Olbia, Antonello Zanda e Gabriella Palermo, al responsabile della protezione civile del Comune di Olbia, Giuseppe Budroni e al dirigente del settore Ambiente della ex Provincia di Olbia-Tempio, Federico Ceruti Ferrarese, gli amministratori comunali sono accusati di omicidio plurimo colposo, mancata attivazione delle procedure d’allarme e disastro ambientale per l’alluvione che portò alla morte di tredici vittime in Gallura.
