Olive albine: alla ricerca della biodiversità perduta [FOTO]

Biodiversità perduta, innesto di vecchia varietà di olive albine che a maturazione diventano bianche

Al giorno d’oggi siamo propensi a pensare che sull’olivo, ed in particolare sulle olive, non ci sia più niente di nuovo da scoprire. Si tratta di una pianta che ha origini antichissime, i cui frutti venivano e vengono tutt’ora impiegati nella nostra alimentazione. Possiamo quindi considerare l’olivo come un punto fermo in un mondo in continuo cambiamento.

Tuttavia, questo si poteva affermare fino a pochi giorni fa, fin quando non si è scoperto che anche nella pianta di olivo si cela un’ inaspettata ed imprevedibile novità.

La scoperta riguarda l’esistenza di una varietà di olivo i cui frutti, giunti a maturazione, risultano essere completamente bianchi. Questo avviene perché, come accade negli organismi albini,  le sue drupe sono prive di pigmento.

Comunemente detta Olivo del Krisma, il cui nome scientifico di questa particolare pianta è invece Olea europaea var. leucocarpa, costituisce una popolazione di antiche varietà di olivo coltivate in alcune regioni come in Toscana e soprattutto in Calabria,  provenienti in origine dalla Grecia.

Come detto in precedenza, la caratteristica principale risiede nei suoi frutti che risultano essere privi di pigmenti antocianici, i quali determinano, in fase di maturazione, l’invaiatura della polpa. La drupa di forma ovale, delicata e con mesocarpo carnoso, inizialmente risulta verde e man mano, con il progredire della maturazione, divengono uniformemente bianchi, con una resa in olio del tutto simile a quella riscontabile in altre varietà.

L’olio che se ne ottiene è molto chiaro e veniva tradizionalmente mescolato con balsamo e estratti di particolari radici per ottenere l’olio del Krisma, impiegato per le cerimonie sacre e per alimentare le lampade nei luoghi di culto in quanto bruciando produce poco fumo. In Calabria, soprattutto nelle aree di origine bizantina, queste piante di olivo venivano piantate nei pressi dei monasteri basiliani.

Per quanto riguarda il suo uso alimentare, l’ olio che se ne ottiene risulta essere insapore, mentre le olive anche se poste in salamoia o sotto sale, al gusto rimangono sempre sciape.

Quindi, diciamo che al momento l’utilizzo di questa particolare varietà di olivo, sia prettamente estetico.