Piomba l’inverno sulla Turchia: forti nevicate da “Black sea effect snow” sommergono i monti del Ponto

Forti nevicate da “Black sea effect snow” coprono di neve il nord della Turchia, accumuli localmente superiori al metro di altezza

L’ondata di freddo che nei giorni scorsi ha investito la Bielorussia, l’Ucraina e la Russia europea è scivolata sul bacino del mar Nero, raggiungendo le coste settentrionali della Turchia, producendo intense nevicate fino a bassa quota. La neve, per la prima volta dall’inizio della stagione, ha imbiancato pure l’altopiano Anatolico centrale, accompagnandosi anche ad un consistente calo termico che ha fatto sprofondare le temperature su valori inferiori ai +0°C. I rovesci di neve si sono spinti fino alla capitale Ankara, dove nella serata di mercoledì 2 Dicembre 2015, dopo un breve temporale passato nel pomeriggio, l’ingresso dell’aria fredda in discesa da NO ha fatto diminuire le temperature, trasformando la pioggia in neve, con rovesci molto localizzati ma a tratti anche intensi.

bitlis-2In alcune aree di montagna, dopo giorni di intense e persistenti nevicate, il manto nevoso accumulato sul terreno ha superato il metro di altezza. Diversi paesi e villaggi, lungo il versante settentrionale dei monti del Ponto, sono stati coperti dalla neve fresca, con accumuli particolarmente abbondanti al di sopra dei 1400 metri. Le forti nevicate hanno paralizzato i trasporti su diverse zone della Turchia nord-orientale. Molte strade e autostrade sono tuttora impraticabili, specie sul settore settentrionale del paese, mentre sarebbero decine i centri montani e i villaggi dell’altopiano Anatolico rimasti isolati, a causa delle abbondanti nevicate che hanno reso impraticabili gran parte delle strade di montagna.

Queste abbondanti nevicate che hanno colpito parte del territorio turco, ed in modo particolare il settore più settentrionale e i versanti che si affacciano sul mar Nero, sono state originate da un fenomeno analogo al ben noto “lake effect snow” nord-americano, definito come “Black sea effect snow”. Questo fenomeno, responsabile delle copiose nevicate che spesso nel periodo invernale seppelliscono di neve fresca la Turchia settentrionale, si è prodotto in seguito allo scorrimento delle fredde correnti, di origine polare continentale, sopra la più tiepida superficie del mar Nero. Le fredde correnti settentrionali, conservando per un lungo periodo le loro origini gelide, dopo essere transitate sopra l’Ucraina (in parte innevata) hanno proseguito la loro strada verso latitudini più meridionali, versandosi sopra le miti acque superficiali del mar Nero.

Il fenomeno del “Black sea effect snow” osservato dalle immagini satellitari

I freddi e sostenuti venti da NO, in uscita dal bassopiano ucraino, si sono propagati verso il bacino del mar Nero. Quest’aria piuttosto fredda, continentalizzata nei bassi strati, a contatto con le miti acque superficiali del mar Nero si è sensibilmente riscaldata e umidificata nei bassi strati. Il riscaldamento della massa d’aria, indotto dal transito della stessa sopra le più tiepide acque superficiali del mar Nero, ha inasprito i forti contrasti termici che si sono determinati sopra la più tiepida superficie marina (“gradiente termico verticale”), producendo l’innesco di una spiccata attività convettiva (moti ascendenti della colonna d’aria). Questi moti convettivi hanno agevolato la formazione di una lunga striscia di bande nuvolose cumuliformi (cumuli, cumulonembi con base molto bassa e carichi di fiocchi di neve) in grado di apportare precipitazioni sparse, spesso a sfogo di rovescio, con frequenti gragnolate e neve molto umida che arrivava a depositarsi fino alle coste della Turchia settentrionale.

“Black sea effect snow”

L’instabilità convettiva e della nuvolosità cumuliforme, che si dispone in lunghi ed estesi serpentoni distesi lungo la direzione del vento prevalente, viene spiegata dal fatto che a contatto con la più mite superficie marina la massa d’aria gelida si riscalda e si carica di umidità fin dagli strati più bassi, “sublimando” in presenza di temperature dell’aria < +0°C, mentre in quota continua a mantenere le sue origini gelide, con valori sotto la soglia dei -35°C -40°C. Tale dinamica tende a esacerbare il “gradiente termico verticale” all’interno della massa d’aria, instabilizzandola dall’interno e alimentando la formazione di bande di nubi cumuliformi, allineate una dietro l’altra, che raggiunte le coste della Turchia settentrionale, sotto la spinta dei sostenuti venti settentrionali che spiravano a tutte le quote, hanno dato la stura a intensi rovesci di neve, a tratti accompagnati dalla caduta di chicchi di grandine e dalla gragnola.

Ciò dà origine al fenomeno che possiamo chiamare “Black sea effect snow”, responsabile delle forti nevicate che nel periodo invernale colpiscono l’area di Istanbul e le coste della Turchia settentrionale. Ma oltre al fenomeno del “Black sea effect snow” si è aggiunto anche lo “stau” (sbarramento orografico) generato dagli elevati monti del Ponto che in queste situazioni, con i venti da NO provenienti dal mar Nero, possono favorire abbondanti nevicate sino alle zone costiere, dato l’elevato “forcing” orografico imposto da questi rilievi piuttosto imponenti alla ventilazione dai quadranti settentrionali. La barriera montuosa del Ponto, con le sue vette oltre i 3000 metri, blocca i freddi e umidi venti settentrionali che scivolano dal mar Nero, costringendo l’aria gelida, a contatto con i primi contrafforti montuosi, a salire bruscamente di quota, saturandosi e favorendo la formazione di estesi annuvolamenti cumuliformi, sul versante sopravento, che tendono a dispensare precipitazioni a carattere nevoso, piuttosto intense e persistenti.

Oltre alle forti nevicate la Turchia ha sperimentato anche le prime giornate di gelo sull’altopiano interno, ormai ricoperto da uno spesso strato di neve fresca che sta determinando un forte “Albedo”. Notevoli i -9.0°C raggiunti da Kars, seguiti dai -7.5°C di Ardahan e i -5.7°C di Erzurum.