Plastic Village, frutto di uno studio coordinato dall’architetto Cherubino Gambardella, all’interno di “Progetto XXI” della Fondazione Donnaregina, col patrocino della Seconda Università di Napoli, mira a dare ai senzatetto la dignità e il calore di un’abitazione per un futuro senza tendopoli, senza intolleranze, senza il concetto di straniero
Dal 3 dicembre al 9 gennaio 2015, viene esposto in una mostra presso il Plart di via G. Martucci 48, “Plastic Village-Il limite imperfetto tra architettura e design”. Parliamo di un alloggio temporaneo per i senzatetto con la dignità e il calore di un’abitazione in attesa di un’implementazione definitiva o, ancora meglio, di una più solida politica di integrazione stabile. Il prototipo esposto presenta una struttura in legno, con copertura in plastica, sorretta da una struttura in ferro. Il modello in questione, che misura circa 20mq, è facilmente smontabile e può ospitare sino a 6 persone, risulta accogliente di notte e versatile di giorno, potendo essere adattato ad ogni esigenza dai suoi utilizzatori. Plastic Village è il frutto di uno studio coordinato dall’architetto Cherubino Gambardella, all’interno di “Progetto XXI” della Fondazione Donnaregina, col patrocino della Seconda Università di Napoli. Il prototipo comprende 2 unità abitative speculari con una feritoia centrale, volta ad accogliere i servizi igienici… un primo passo per un futuro senza tendopoli, senza intolleranze, senza il concetto di straniero. Un primo passo verso la dignità per poi arrivare all’integrazione… un grosso aiuto alle persone più sfortunate, agli immigrati, ai clochard. La casa potrebbe essere collegata all’elettricità, con un sistema di raccolta dell’acqua piovana per un minimo di autosufficienza. Gli interni potrebbero essere abbelliti grazie alla street art, diventando parte integrante dell’arredo urbano.
