Quando scrivete un messaggio terminate la frase con un punto? Ecco cosa pensa chi lo riceve

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Alla punteggiatura viene affidato un ruolo fondamentale, perché andrebbe ad integrare, con il fondamentale supporto degli emoticon, le sensazioni e le intuizioni che solo una conversazione faccia a faccia può dare

Magari sono semplicemente sintomo di estrema correttezza formale e lessicale. Magari sono semplicemente una questione di abitudine. Ma sappiate, voi che utilizzate Whatsapp e simili, soprattutto se lo utilizzate per affrontare praticamente l’80% degli aspetti di un qualsiasi rapporto, che mettere i punti alla fine delle frasi vi farà sembrare poco sinceri e altrettanto poco convincenti. Parola di scienziati. Alla conclusione, infatti, è giunto un team di studiosi della Binghamton University di New York, al termine di una curiosa ricerca. Secondo lo studio, infatti, le frasi che terminano con un punto sono percepite come fredde, distaccate e per niente sincere. Ma a quanto pare questo accade solo con i messaggi “virtuali”, perché quando si tratta di un biglietto scritto a mano (cosa ormai più unica che rara in verità) il punto posto alla fine della frase non ottiene lo stesso effetto.

Tra gli autori della ricerca, pubblicata sulla rivista Computers in Human Behavior, c’è Celia Klin, che conferma: «I messaggi di testo sono una delle forme più utilizzate di comunicazione mediata da computer, il che porta a chiedersi se gli aspetti più critici della comunicazione non verbale, come la tonalità, siano espressi anche in questo modo di dialogare». Klin e il resto del team hanno sottoposto un test a 126 studenti universitari, tutti utilizzatori quasi “patologici” di smartphone. Ai volontari è stata mostrata una serie di domande e risposte scambiate via messaggio telefonico o scritte a mano. Ebbene, la maggior parte degli esaminati hanno percepito le risposte seguite da un punto come meno sincere, ma solo nel caso dei messaggi scambiati tramite cellulare; i messaggi scritti a mano, nonostante avessero il punto finale, non hanno sortito lo stesso effetto. Il passo successivo degli scienziati è stato quello di avviare una nuova ricerca, non ancora pubblicata, nel corso della quale si è appurato che anche il punto esclamativo ha una sua valenza, sebbene contraria a quella del punto. Sarebbe infatti quasi da eliminare nei testi scritti a mano, mentre darebbe un tono di sincerità ai messaggi virtuali.

In conclusione, ha spiegat Klin, la ricerca dimostra che, quando non si possono valutare i segnali non verbali tipici di una conversazione dal vivo, alla punteggiatura viene affidato un ruolo fondamentale, perché andrebbe ad integrare, con il fondamentale supporto degli emoticon, le sensazioni e le intuizioni che solo una conversazione faccia a faccia può dare. Ovviamente, questo vale solo per il mondo virtuale. Quando si tratta di temi e di testi scritti a mano, o a computer, l’uso corretto della punteggiatura è a dir poco obbligatorio.