Rischio idrogeologico: da Benevento Legambiente cerca di sensibilizzare le autorità sull’argomento

L’Italia è sempre più messa in ginocchio da intensi fenomeni atmosferici, frequenti e localizzati, che ogni anno provocano alluvioni, smottamenti e frane, causando vittime e danni

Territori sempre più deboli, con conseguenti alluvioni e catastrofi naturali, i cui danni sono amplificati dal riscaldamento globale, dall’aumentare del consumo di suolo e da una gestione del territorio che non tiene in dovuta considerazione il rischio idrogeologico. Non stiamo parlando di un paese del terzo mondo, ma dell’Italia, sempre più messa in ginocchio da intensi fenomeni atmosferici, frequenti e localizzati, che ogni anno provocano alluvioni, smottamenti e frane causando vittime e danni.

Basti pensare all’alluvione di Benevento dello scorso ottobre, in Campania, ma anche all’ondata di maltempo che nello stesso mese ha colpito Olbia, Pisa, Cassino, e tante altre località. Questi eventi hanno posto per l’ennesima volta l’accento sul problema del rischio idrogeologico in Italia e sulla necessità di avviare una serie di interventi per la tutela e la valorizzazione dei territori. E soprattutto di proposte in merito si è parlato oggi a Benevento nel convegno “Ecosistema Urbano. Il territorio, gestione, tutela e opportunità” organizzato da Legambiente e dal comune di Benevento. E proprio dalla città campana, che con molte difficoltà sta cercando di tornare alla normalità, oggi Legambiente ha ribadito l’importanza di considerare la difesa del suolo e le politiche di prevenzione un tema prioritario del Paese e dell’agenda politica. “Le città – dichiara Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente – rappresentano il nodo intorno a cui si intrecciano e dipanano le emergenze umane, ambientali, sociali e culturali del nostro tempo e insieme lo scenario di soluzioni possibili e praticabili. La crisi urbana e i cambiamenti climatici ci obbligano a ripensare in modo diverso il territorio e le città, immaginando un futuro che guardi alla rigenerazione urbana, ad uno nuovo tipo di mobilità urbana, a scelte di vita sostenibili. E in questo futuro è importante che vi sia anche un cambio di passo da parte della politica attraverso nuovi interventi territoriali e politiche ad doc a partire da un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che contenga indicazioni concrete per mettere in sicurezza le persone e adattare i territori e le realtà urbane. I cambiamenti climatici stanno determinando impatti sempre più evidenti nelle città, con rischi per le persone e problemi che in Italia sono resi ancor più drammatici dal dissesto idrogeologico, da scelte urbanistiche sbagliate e dall’abusivismo edilizio. Per questo è imprescindibile ridurre le emissioni di gas serra e investire per la messa in sicurezza dei territori, due obiettivi fondamentali che devono essere fissati in modo obbligatorio nell’accordo internazionale che uscirà dalla COP21 di Parigi”.

“Abbiamo fortemente voluto questo appuntamento a Benevento per rinsaldare, proprio da questo territorio, recentemente martoriato, i principi cardine della salvaguardia ambientale – commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania -. Il nuovo modello di sviluppo che di fatto la crisi ci impone di scegliere, dovrà puntare su una economia a basse emissioni, sulla corretta gestione del territorio per la sicurezza dei cittadini e delle imprese, sulla valorizzazione delle tipicità agricole ed artigianali. Un ruolo fondamentale sarà giocato dalle aree interne, sulle quali occorre scommettere e nelle quali rientrano anche città come Benevento. Serve combattere il pervasivo abuso di territorio, operare per la necessaria messa in sicurezza, valorizzare il patrimonio storico e culturale, favorire la permanenza dei giovani”.

Il convegno, presentato oggi presso il Palazzo Paolo V, si è aperto con i saluti di Fausto Pepe, sindaco di Benevento, Michele Buonomo presidente di Legambiente Campania e di Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente. A seguire le tre sessioni tematiche: la prima dedicata al rischio idrogeologico e moderata da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, con gli interventi di Denis Maragno, Università Iuav di Venezia Gestione del Rischio e Giulio Conte, Ambiente Italia. La seconda “Il territorio: quale politica quale difesa” che ha visto, tra gli altri, anche la partecipazione di Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente, Mauro Grassi, Unità di missione Italia Sicura, Fulvio Bonavitacola, vice presidente Regione Campania. La terza tavola “Il rilancio del territorio, le opportunità delle aree interne”, moderata da Sebastiano Venneri, di Legambiente, ha visto tra i presenti Enrico Rossi, Presidente Regione Toscana, Domenico Liotto, Referente Aree interne – Regione Campania, Gennarino Masiello, Vice Presidente nazionale Coldiretti, Michele Di Maio, Sindaco di Calitri, Stefano Landi, Master MMT – Università LUISS Roma, Cosimo Rummo, Presidente e Amministratore delegato Pastificio Rummo. Infine le conclusioni dell’Onorevole Umberto Del Bassi De Caro, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture.