“Ogni anno in questa stagione ci troviamo a dover affrontare picchi di inquinamento e contare sulla pioggia, che prima o poi scendera’, non e’ proprio la soluzione piu’ efficace e utile”
L’emergenza inquinamento sta diventando un serio problema per l’Italia: anche a causa del bel tempo, infatti, le polveri sottili stagnano condannando i cittadini a respirare massicce dosi di inquinanti. Da giorni infatti, ormai, i livelli di smog sono elevatissimi e ben oltre le soglie consentite dalla normativa. “Situazione che difficilmente sara’ risolta solo con gli interventi sporadici che le amministrazioni propongono in fase d’emergenza tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis e nessuna politica concreta e lungimirante“. Lo dice Legambiente, proponendo un decalogo ricco di soluzioni strutturali. “Questa situazione – dice la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni – rappresenta una emergenza ma non certo un caso eccezionale. Ogni anno in questa stagione ci troviamo a dover affrontare picchi di inquinamento e contare sulla pioggia, che prima o poi scendera’, non e’ proprio la soluzione piu’ efficace e utile“. “Sicuramente i singoli cittadini possono mettere in campo comportamenti virtuosi che contribuiscano a diminuire le emissioni inquinanti ma la vera ricetta per cambiare le cose puo’ venire solo dal Governo e dalle istituzioni – dice Muroni – solo mettendo finalmente mano a nuove politiche di mobilita’ incentrate su trasporto pubblico locale, treni per pendolari e mobilita’ alternativa potremo raggiungere migliori livelli di vivibilita’ e liberare i nostri centri urbani dalla cappa inquinante che, non dimentichiamolo, contribuisce all’aumento di patologie respiratorie, soprattutto nei bambini, e cardiovascolari negli anziani“.
Legambiente invita quindi il Governo, i ministeri dell’Ambiente, della Salute e delle Infrastrutture e i Comuni a “intervenire con politiche concrete ed efficaci per garantire una migliore qualità dell’aria e della vita in tutte le città“, a partire da queste dieci proposte:
– 1000 treni per i pendolari. Annunciati nel 2006 dal Governo Prodi, che fece sperare in una nuova politica dei trasporti, ma mai arrivati. Intanto i disservizi, l’affollamento dei convogli e il forte disagio per chi viaggia, porta sempre piu’ persone a scegliere l’auto per entrare e uscire dalle citta’ negli spostamenti quotidiani casa-lavoro.
– Fuori i diesel dalle citta’. Limitazione della circolazione in ambito urbano dei veicoli piu’ inquinanti (auto e camion) sul modello adottato dalla citta’ di Parigi: entro il 2016 divieto di circolazione di tutti i veicoli degli euro0 ed euro1, e dei diesel (auto e camion) euro2. Entro il 2017 divieto esteso a diesel euro3 e poi a crescere sino a vietare nel 2020 la circolazione dei veicoli diesel euro5 (quelli venduti sino ad oggi).
– Nuovi controlli sulle emissioni reali delle auto: applicazione immediata dei nuovi criteri di prova di omologazione per i veicoli immessi sul mercato, con verifica su strada e dichiarazione obbligatoria dei risultati reali di consumo e di inquinamento risultanti. Richiesta gia’ avanzata da Legambiente ma ancora senza risposta.
– Ridurre la velocita’. Imporre a livello nazionale il limite di 30 km/h all’interno dei centri abitati, con l’eccezione delle principali arterie di scorrimento. Con effetti sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico derivante dall’uso dell’auto e grandi benefici in termini di sicurezza stradale, riducendo notevolmente il numero di incidenti.
– Chi inquina paga. Prevedere, con una disposizione nazionale, l’estensione del modello dell’Area C milanese a tutte le grandi citta’ e con una differente politica tariffaria sulla sosta, i cui ricavi siano interamente vincolati all’efficientamento del trasporto pubblico locale.
– Muoversi in citta’… senza l’auto. Approvare un piano nazionale che imponga target di mobilita’ a livello urbano (sul modello della raccolta differenziata) per arrivare entro due anni ad una quota di spostamenti individuali motorizzati al di sotto del 50% del totale. A partire da questo obiettivo fissare target ambiziosi per arrivare nel giro di 6-8 anni sotto il 30%.
– Prevenire e’ meglio che curare. Serve un serio Piano nazionale antismog in cui il governo assuma un ruolo guida importante, dotato di risorse economiche, obiettivi misurabili edeclinabili. La priorita’ deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui devono essere vincolate da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture, da destinare alle citta’. Occorre infine una verifica dei piani di risanamento dell’aria delle regioni e delle principali citta’ per garantire una uscita dall’emergenza entro i prossimi cinque anni.
– Stop ai sussidi all’autotrasporto per migliorare il Trasporto pubblico locale (Tpl). Dal 2000 al 2015 sono stati dati circa 400 milioni in media l’anno all’autotrasporto e anche per il 2016 gli aiuti diretti e indiretti saranno pari a 250 milioni di euro. Chiediamo che tali risorse siano, al contrario, destinate ad incrementare e migliorare il trasporto pubblico locale e il servizio per i cittadini.
– Riscaldarsi senza inquinare. Divieto di uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Obbligo di applicazione della contabilizzazione di calore nei condomini in tutta Italia a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Obiettivo del 3% all’anno sulla riqualificazione degli edifici pubblici e privati per attuare il piano europeo per ammodernare o ricostruire l’intero patrimonio edilizio entro 30 anni.
– Ridurre l’inquinamento industriale. Occorre applicare autorizzazioni integrate ambientali (Aia) stringenti, come prevedono le norme europee e nazionali e rendere il sistema del controllo pubblico efficace. Per fare cio’ occorre pero’ sbloccare l’iter di approvazione della legge sul sistema delle Agenzie e dei controlli ambientali ferma al Senato da oltre un anno.
