“Una migliore qualità dell’aria potrà essere garantita soltanto da una rapida trasformazione dell’intero sistema dei trasporti, che permetta una drastica riduzione dell’immissione in atmosfera dei prodotti derivanti dalla combustione di petrolio, gasolio, benzine e gas”
Se si vuole davvero combattere l’inquinamento atmosferico è necessario “ridurre drasticamente la mobilità su gomma, il trasporto aereo e abbandonare la produzione di energia da combustibili fossili. Sono questi i provvedimenti urgenti per migliorare la qualità dell’aria e per tutelare la salute e l’ambiente“. E’ quanto dichiarato dall’Associazione italiana medici per l’ambiente-Isde, per contrastare lo smog che sta soffocando le città italiane. “La qualità dell’aria è di fondamentale importanza per la salute – ricorda l’Isde – Infatti, a maggiori livelli di inquinamento atmosferico sono correlati incrementi evidenti non solo di malattie respiratorie e cardiovascolar, ma anche malattie cronico-degenerative e tumori, specie del polmone. Ad esempio, migliorare la qualità dell’aria nel Lazio significa anche attuare una drastica riduzione dei voli sull’aeroporto di Ciampino e impedire ogni progetto di ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino“.
“Sono necessari interventi urgenti e non più rimandabili in grado di ridurre drasticamente la produzione e immissione in ambiente di anidride carbonica – sottolineano i medici per l’ambiente – e altri gas serra e di sostanze nocive e tossiche, con particolare riferimento al particolato fine e ultrafine (classificato di recente dalla Agenzia internazionale di ricerca sul cancro-Iarc come cancerogeno certo), agli idrocarburi policiclici aromatici, ai metalli pesanti, al benzene, alle molecole diossino-simili: tutti agenti potenzialmente mutageni o epimutageni e quindi cancerogeni e teratogeni“. Secondo l’Isde è poi “indispensabile che in tutto il territorio nazionale siano ampliate le reti di monitoraggio della qualità dell’aria, con utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, in particolare nelle aree e nei distretti con presenza di rilevanti fonti d’inquinamento: aree industriali, grandi poli di produzione energetica, città con elevato traffico veicolare, aree portuali e aeroportuali“.
“Una migliore qualità dell’aria – ricordano – potrà essere garantita soltanto da una rapida trasformazione dell’intero sistema dei trasporti, che permetta una drastica riduzione dell’immissione in atmosfera dei prodotti derivanti dalla combustione di petrolio, gasolio, benzine e gas. E’ necessario quindi disincentivare il trasporto commerciale su gomma e incentivare il trasporto su rotaia e le cosiddette autostrade del mare per il trasporto di merci e persone; ridurre il traffico automobilistico e in particolare quello privato nelle grandi e piccole città“. “Per raggiungere questi obiettivi – evidenziano gli specialisti – vanno fatte scelte urbanistiche che avvicinino i servizi (a cominciare da quelli amministrativi) alle residenze, riqualifichino e ripopolino i centri storici e ricostruiscano il tessuto di piccole attività artigianali e commerciali delle città, soffocato e distrutto da politiche orientate a privilegiare i grandi centri commerciali, responsabili, a loro volta, di una quota certo non trascurabile di traffico veicolare. Occorre migliorare le reti ferroviarie locali e nazionali, ma sempre nel rispetto delle peculiarità dei territori e dei diritti delle popolazioni interessate e sottoporre il traffico aereo a politiche di monitoraggio e riduzione“.
Per i medici e poi fondamentale un maggior impegno per ridurre l’impatto ambientale e sanitario del trasporto aereo. “Poiché il traffico aereo è attualmente responsabile di una quota considerevole delle emissioni di anidride carbonica è assolutamente indispensabile, anche per ridurre l’effetto serra, una netta riduzione e razionalizzazione del trasporto aereo, insieme a una moratoria per la costruzione di nuovi aeroporti e l’ampliamento di quelli già esistenti, anche in considerazione della presenza dei circa 100 aeroporti già dislocati su tutto il nostro territorio nazionale e degli evidenti e gravi danni alla salute riscontrati nelle comunità che vivono in prossimità di sedi aeroportuali“. Coloro che vivono vicino agli aeroporti “pagano pertanto in termini di malattie e cause di morte correlate anche a questa particolare forma d’inquinamento il prezzo più alto di scelte – avverte l’Isde – che hanno spesso messo al primo posto solo il profitto di pochi invece che la salute dei cittadini“. “In particolare, anche negli studi internazionali e nazionali più recenti sono stati rilevati molti degli effetti sanitari già noti e generati dal trasporto aereo ovvero: malattie cardiovascolari, respiratorie, neoplastiche, disturbi della sfera neuro-comportamentale, disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini, e – concludono i medici per l’ambiente – una riduzione della qualità della vita per compromissione della qualità del sonno a causa delle operazioni aeroportuali svolte nelle ore notturne“.
