Oggi, 22 dicembre, alle ore 4:48 UTC, 5:48 italiane, col Solstizio d’Inverno, inizierà ufficialmente l’inverno…almeno in senso astronomico. Il sole sorgerà alle 7:45, tramontando alle 16:42, col giorno che durerà circa 9 ore. Il giorno del solstizio invernale è popolarmente definito come “il giorno più corto dell’anno”. Da ciò si evince che non è quella di Santa Lucia (13 dicembre) la notte più lunga dell’anno.
Ciò era vero prima della riforma gregoriana del calendario, nel 1582, quando la sfasatura tra calendario civile e calendario solare era talmente grande che il solstizio cadeva proprio tra il 12 e il 13, facendo sì che quello fosse realmente giorno più corto dell’anno. Infatti il calendario giuliano, risalente all’epoca dei romani, con tutte le sue approssimazioni, aveva portato, nei secoli, ad un eccessivo sfasamento tra il calendario e la realtà astronomica. Fu il papa Gregorio XIII, nel 1582, a riformare il calendario alla luce delle più moderne ed accurate osservazioni astronomiche e venne deciso, d’impero, che si passasse al nuovo calendario, detto gregoriano, abolendo i dieci giorni di ritardo (e di sfasartura) che esistevano, passando direttamente dal 4 al 15 ottobre. Il giorno di Santa Lucia, pur non rappresentando, oggi, il giorno più corto dell’anno, viene impropriamente considerato ancora oggi tale. Il calendario gregoriano, oltretutto, non fu subito accettato da tutti i popoli (es. nei paesi nordici lo adottarono circa 200 anni più tardi, il solstizio continuò a cadere il 13 dicembre.
La parola “solstizio” risale alla metà del XIII secolo e deriva dall’antica parola francese “solstice”, a sua volta, derivante dal latino “solstitium”. La parola è formata da “sol” (Sole) e dal participio passato del verbo “sistere” (fermarsi, stare fermi). Il solstizio, in astronomia, è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima (solstizio d’estate) o minima (solstizio d’inverno). Il fenomeno è dovuto all’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto l’eclittica. Il valore di declinazione raggiunta coincide con l’angolo di inclinazione terrestre e varia, con un periodo di 41.000 anni, tra 22,1° e 24,1°.
Il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno, il 21 o 22 giugno, in occasione del solstizio d’estate, raggiungendo, invece, il massimo valore di declinazione negativa a dicembre, il 21 o 22 dicembre, in occasione del solstizio d’inverno (boreale), corrispondente all’estate nell’emisfero australe. Questi due giorni segnano, convenzionalmente, l’inizio dell’estate e dell’inverno astronomici. Nonostante i solstizi ricorrono ogni anno con cadenza regolare, si tratta, in realtà di un artificio introdotto dai nostri calendari. La data esatta tende, infatti, a ritardare di circa 6 ore ogni anno ed è per questo che sono stati creati gli anni bisestili che servono a recuperare il ritardo accumulato (24 ore ogni 4 anni) ed evitare che si crei una sfasatura tra il nostro calendario e le variazioni climatiche stagionali.
