Secondo recenti ricerche, studiare la capacità di vivere in Antartide permette di comprendere a come adattarsi alla vita su Marte
Gli scienziati e gli esperti NASA stanno cercando di ammettere insieme tutto il necessario per dare il via alle missioni umane su Marte. Dalle ultime ricerche, è emerso che per imparare ad adattarsi alla vita su Marte basta studiare come gli organismi viventi si adattano in Antartide. Il progetto è stato presentato all’80° congresso della Società Italiana di Biologia Sperimentale a Genova, in cui hanno partecipato l’Università, l’Istituto “Gaslini” e l’UNESCO. La comparazione tra Antartide e Marte è stata al centro dell’intervento di Maria Angela Masini e Federico Biggi, dell’Università di Genova.”La comparazione tra questi due ambienti estremi ha fornito dati interessanti sull’adattamento umano e sulle misure da adottare durante i voli spaziali. Gli esseri umani sottoposti a missioni in Antartide e ad una permanenza dello spazio di media o lunga durata presentano alcuni punti in comune, soprattutto per quanto riguarda i livelli degli ormoni legati al normale ritmo biologico giornaliero“, ha spiegato Masini. “I pochi esseri umani presenti in Antartide si trovano in un isolamento simile a quello ipotizzabile in una futura esplorazione di Marte: alloggi angusti, clima estremo, alterazione del ritmo circadiano, assenza di verde e di cibo fresco“. La ricerca ha esaminato i livelli ormonali del personale coinvolto in missioni antartiche. Questi sono stati comparati con il plasma, la saliva e le variazioni ormonali degli astronauti sottoposti a 520 giorni di isolamento durante il programma europeo Mars500, il progetto di simulazione di un viaggio verso Marte. “La nuova frontiera sara’ analizzare l’eventuale influenza delle linee di campo magnetico sugli organismi e cellule viventi, ma anche l’incidenza sul metabolismo cellulare delle particelle spaziali (che in Antartide e nello spazio hanno maggiore densita’ di transito)“, continua Masini. Gli studi hanno analizzato anche la capacità di sopravvivenza in Antartide del krill, piccoli crostacei che nutrono le balene, le foche e i pinguini. Secondo gli esperti questi potrebbero vivere sia su Marte che su Giove.
