Tra i regali di Natale più quotati, quest’anno, spiccano i fitness Tracker. Ma saranno così utili? Sicuramente sono precisi ma se non ne siete incorreggibili appassionati, a conti fatti forse no
Il mercato dei dispositivi elettronici nell’ultimo periodo si sta arricchendo di parecchi gadget chiamati ‘wearable’, cioè indossabili. Sono tutti quegli oggetti che noi possiamo utilizzare per fare fitness, per monitorale il nostro battito, per la localizzazione GPS, per non perdere le notifiche dello smartphone e così via. Esistono addirittura quelli che, abbinati alle giuste scarpette, si inseriscono e ci seguono mentre pratichiamo calcio, per darci le statistiche sulle nostre prestazioni. Questa particolare tipologia di dispositivi è molto varia, ed offre una buona gamma di soluzioni.
Si va dai modelli che permettono di calcolare le calorie consumate/assunte a quelli che tracciano i percorsi compiuti durante l’attività fisica, vi sarà sicuramente capitato di sentire nomi come FitBit, leader del settore, garantisce un servizio piuttosto completo sotto praticamente tutti i punti di vista.
Ma questi dispositivi sono veramente utili?
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Grazie ad applicazioni come Runtastic, Nike+ Running, Runkeeper, S Health stesso, che Samsung ci include, che sfruttano il GPS per seguire i nostri allenamenti e per contare le calorie che bruciamo o che ingeriamo (da inserire manualmente) assieme all’assunzione di liquidi, caffeina, bilanci di glicemia o stress nel corpo (con sensori come quelli montati su S5, S6, Note 4), sicuramente avremo vita facile.
Se non siete degli appassionati incalliti di fitness e dell’ultima trovata in campo hi-tech, il nostro consiglio è quello di ottimizzare le funzionalità dello smartphone che, tranquillamente, possono sostituire i braccialetti.