Per ora sarà avviata solo una fase sperimentale, poi, se i risultati e i pareri delle categorie interessate saranno favorevoli, potrà diventare una pratica effettiva
Nei paesi del nord Europa, Germania in primis, non è mai “passata di moda”, e anzi è sempre stata una pratica utile e apprezzata. Ora, la restituzione dei “vuoti a rendere” delle bibite, dall’acqua minerale alla birra, torna anche in Italia grazie alle politiche di green economy. A reintrodurla, sia pure su base volontaria e in via sperimentale per 12 mesi, è il Collegato ambientale. Obiettivo del provvedimento è prevenire la produzione di rifiuti favorendo il riutilizzo degli imballaggi usati. Si applica il sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra e acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo. Al momento dell’acquisto dell’imballaggio pieno, precisa la norma, l’utente versa una cauzione con diritto di ripetizione della stessa al momento della restituzione dell’imballaggio usato. Grazie ad un regolamento saranno poi determinate le forme di incentivazione e le loro modalità di applicazione, nonché i valori cauzionali per ogni singola tipologia di imballaggi. Alla fine della fase sperimentale si valuterà, in base agli esiti della sperimentazione e ai pareri degli esercenti interessati, se confermare e estendere il sistema del vuoto a rendere anche ad altri tipi prodotti.
