Sono stati pochi e autorizzati dalle amministrazioni comunali i falo’ del ‘panevin’ che, come da tradizione dell’Epifania, hanno indicato stasera in Veneto con le loro faville l’andamento dell’anno. Numeri ridotti, soprattutto nel trevigiano, a causa dell’allarmesmog e del rischio di incendi causato dalla prolungata siccita’. Negli ultimi giorni ha piovuto poco e nevicato appena e il vento non si e’ certo presentato sotto forma di raffiche che spazzano tutto, polveri sottili comprese. I ‘panevin’ autorizzati dai comuni sono stati selezionati fra quelli in grado di attirare il maggior numero di persone. Bandite, cioe’, le piccole pire di quartiere, se non proprio di cortile, attorno alle quali da momenti del tempo che si perdono in secoli precristiani, la gente delle campagne si raccoglieva per partecipare a semplici quanto oscuri riti e spiare l’andamento delle faville per trarne i pronostici sull’anno incipiente. Per questa Epifania, incapsulata in un campo di alta pressione iniziato piu’ di un mese fa e compressa in un inquinamento urbano ed industriale oltre il sopportabile, le limitazioni sono state obbligate. Il capoluogo trevigiano ha consentito appena un pugno di falo’ non piu’ alti di un metro e mezzo e che non eccedevano i due metri di diametro, assicurando multe salate per i piromani abusivi. Nel resto della provincia sono rimaste ben salde le grandi pire di forte impatto popolare – prima fra tutte quella di Arcade, accesa per tradizione dalla mano del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia – ma proibite tutte le altre. Il mondo rurale, abituato ad approfittare dei Panevin per liberarsi di fasci di sfalci e ramaglie, ha dovuto rassegnarsi e molte delle ordinanze dei sindaci si sono estese fino a tutto il mese di marzo. Significa che i fuochi vietati in molti casi saranno anche quelli dei ‘Processi alla vecia’ di meta’ quaresima in cui viene dato alle fiamme un fantoccio prima incriminato e poi condannato per tutti i malanni accaduti nei dodici mesi precedenti.
Emergenza smog, in Veneto limitazione ai falò del “panevin” tipici dell’Epifania
