ENEA: “è possibile ridurre le emissioni di CO2 senza rinunciare all’occupazione”

Secondo uno studio condotto dall’ENEA, per conto del WWF, in Liguria potrebbero essere ridotte le emissioni di CO2 senza rinunciare all’occupazione. Lo studio relativo alle tecnologie e alla sostenibilità è stato presentato oggi a Roma. Natale Massimo Caminiti, autore dello studio “Liguria Zero Emission” ha dichiarato che sarebbe possibile creare “4500 posti di lavoro e dimezzare le emissioni pro capite” entro il 2030. La ricerca ha l’obbiettivo di individuare oltre 30 opzioni tecnologiche“, “che possono essere attuate da subito” e su 15 delle quali e’ stata realizzata una valutazione degli impatti “energetici, ambientali, economici e occupazionali“. Dall’analisi è emerso l’interesse di promuovere degli interventi nel campo delle fonti rinnovabili elettriche, termiche, dell’accumulo elettrochimico in batterie, del risparmio nell’edilizia e della mobilità sostenibile. Il costo di questi possibili investimenti si aggira intorno a 391 milioni di euro l’anno. Ci aspettiamo risposte, investimenti e rigore” da parte del mondo della politica, ha dichiarato Donatella Bianchi, presidente WWF Italia. I rappresentanti di Enea e WWF hanno preso parte alla conferenza insieme a Francesco La Camera, direttore generale per lo sviluppo sostenibile il clima e l’energia del Ministero dell’Ambiente, Giacomo Giampredone, assessore Infrastrutture e Ambiente della Regione Liguria e Alessandro Pollio, assessore a La Spezia per lo sviluppo economico e le politiche comunitarie. Ha concluso Federico Vesigna, della CGIL ligure che ha spiegato come lo studio rappresenti un punto di partenza molto interessante” ma “l’impatto occupazionale di questi progetti non risolve la perdita di posti di lavoro legata alla dismissione” delle centrali a carbone presenti sul territorio.