L’aria gelida dalla Russia raggiunge la Germania interagendo con il flusso atlantico, freddo e nevicate diffuso coprono gran parte d’Europa
Mentre sul bacino del Mediterraneo il flusso perturbato atlantico riprende vigore, convogliando verso il nostro paese, i Balcani e la Grecia i primi intensi sistemi frontali oceanici, sul resto del vecchio continente l’aria molto fredda, di matrice polare continentale, riesce a prendere il sopravento, muovendosi in moto “retrogrado”, dalle pianure e dai bassopiani della Bielorussia, Ucraina e Polonia verso la Germania, la Danimarca, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, l’Austria e la Svizzera. Con l’isolamento di un “CUT-OFF” anticiclonico nella regione artica, con un’area con massimi di geopotenziali in quota, fra la Lapponia, il mare di Barents e il nord della Russia europea, gran parte del nucleo di aria molto fredda e pesante, d’estrazione polare continentale, che nei scorsi giorni si è depositato sulle pianure dell’Europa orientale, lasciando in eredità un solido “cuscinetto di aria gelida” con un campo termico negativo, ha iniziato a muoversi in moto “retrogrado”, con una debole/moderata ventilazione dai quadranti orientali, che dalla Bielorussia e dalle Repubbliche Baltiche si è diretta verso la Polonia, il bassopiano della Germania, per poi invadere persino il Baltico, interessando le coste della Svezia e la Danimarca orientale, dove i termometri sono già scivolati al di sotto dei -8°C -10°C, con picchi scesi anche al di sotto dei -12°C -14°C.
Lo scontro fra queste due masse d’aria determina lo sviluppo di spesse nubi “avvettive” che in queste ore coprono i cieli di gran parte dell’Europa centro-orientale, dalla Germania fino all’Ucraina, apportando nevicate a carattere diffuso, dove il campo termico è sceso su valori consoni per Gennaio. Non è un caso se nelle scorse ore intense nevicate persistenti hanno interessato gran parte delle città della Germania, da Hannover a Berlino, con accumuli a tratti anche significativi in diverse città della Germania orientale, lungo il confine con la Polonia. Nella capitale tedesca è nevicato debolmente per gran parte del giorno, con temperature scese al di sotto dei -7°C -8°C. In Polonia, così come nel sud della Svezia, nella vicina Bielorussia e in Ucraina, invece si sono verificate nevicate con temperature scese anche sotto i -14°C -15°C. La presenza di un campo termico piuttosto omogeneo, con valori abbondantemente al di sotto dei +0°C a livello del suolo, ha fatto che in modo che le precipitazioni assumessero prevalente carattere nevoso fino a quote pianeggianti.
Queste nevicate sono state provocate proprio dall’interazione fra l’aria molto fredda, d’estrazione polare continentale, accumulata da giorni nei pressi del suolo, con le masse d’aria molto più miti ed umide, di lontana origine temperata marittima, che dall’Atlantico, dopo aver interessato la Francia, si spingono fino al Belgio, l’Olanda e il nord-ovest della Germania, con sostenuti venti dai quadranti sud-occidentali. Lo scorrimento dell’aria mite e piuttosto umida, di origine atlantica, sopra lo strato di aria molto fredda e pesante, presente nei bassi strati sopra il territorio germanico, ha originato una spessa copertura nuvolosa di tipo “avvettivo” (altostrati e nembostrati) che ha dato luogo alle diffuse nevicate che da ore continuano ad imbiancare svariate città e località dell’Europa centro-orientale, specie fra Germania, Repubblica Ceca, Polonia e pianure Danubiane.
