L’avvezione di aria fredda, di origine polare continentale, che le scorse ore ha interessato i Balcani e la Grecia, lambendo le nostre regioni adriatiche e meridionali con freddi venti dai quadranti settentrionali, sta progredendo verso la Turchia e il bacino orientale del Mediterraneo. Già in queste ore parte dell’aria fredda, scivolata tra il mar Egeo e la Turchia, con intensi venti da Nord e N-NE, è riuscita a traboccare sul Mediterraneo orientale, piegando attorno le coste meridionali della Turchia, con sostenute, a tratti intense, correnti da O-SO e Ovest, che hanno raggiunto la Siria, il Libano, Israele e la Palestina.
A causa dell’afflusso di masse d’aria sempre più fredde, sia in quota che nei bassi strati, con un conseguente abbassamento della quota dello “zero termico”, queste precipitazioni stanno assumendo prevalente carattere nevoso fin sotto gli 800 metri, arrivando ad imbiancare diverse località e città, fra cui la stessa Gerusalemme e le alture sopra Damasco. Proprio nel corso delle prossime ore il passaggio del fronte freddo, il rinforzo della ventilazione da Ovest e il concomitante calo termico riporterà la neve su Gerusalemme che dovrebbe tornare a tingersi di bianco, in modo particolare i quartieri più alti, con un sottile velo di neve fresca, mentre il termometro scenderà attorno i +0°C.

Anche se non si tratterà di una grande nevicata sulla città Santa saranno inevitabili i disagi, soprattutto nell’ambito dei trasporti stradali. Ma nevicate ben più abbondanti ammanteranno di neve fresca i monti fra Siria, Libano e Israele, che saranno interessati da precipitazioni piuttosto intense e frequenti. In modo particolare sui monti della Siria occidentale, dove le intense precipitazioni, enfatizzate dal notevole “forcing” orografico esercitato da questi rilievi alla fredda e umida ventilazione dai quadranti occidentali, determineranno accumuli nivometrici anche abbondanti.
Ma coreografiche nevicate, sotto la spinta dei sostenuti venti occidentali, potranno sconfinare anche in pieno deserto siriaco, al di là della barriera montuosa dell’Antilibano e dei rilievi giordani. Vista anche la bassa umidità qualche fiocco di neve, misto alla pioggia, potrà svolazzare anche nel cuore del deserto Siriaco settentrionale e su quello giordano, interessando pure il noto sito archeologico di Petra. In queste aree l’ultima nevicata significativa risale alla forte ondata di freddo del Gennaio del 2008.
Allora l’intensa ondata di gelo che investì tutto il Medio Oriente riuscì a portare la neve in pieno deserto Siriaco e su quello giordano, con spettacolari nevicate che imbiancarono il sito archeologico di Palmyra (oggi ancora in mano all’ISIS) e la bellissima e antica città di Petra, mentre una forte nevicata colpì la regione intorno Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, depositando diversi centimetri di neve fresca. Vicino Palmyra, in quelle giornate, si registro una temperatura minima assoluta di ben -10.4°C. Una forte gelata che stabili uno dei valori più bassi mai registrati sul territorio siriano.
Ecco Petra, il celebre sito archeologico della Giordania imbiancato dalla neve [FOTO]
