Il Carciofo: un ortaggio dalle incredibili proprietà benefiche

Il carciofo, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, scientificamente noto come Cynara scolimus, ha rappresentano, nell’antichità, un prodotto importante per i fisioterapisti greci ed egizi che lo consideravano un dono del sole. E se già nel IV secolo a.C. il carciofo era coltivato dagli Arabi, che lo chiamavano Karshuf. Il termine che designa il genere, Cynara, secondo Lucio Giusto Moderato Columella, scrittore latino di origini spagnole del primo secolo d.C. e autore del più completo trattato di agricoltura dell’antichità, il De re rustica, deriverebbe da cinis (cenere) e sarebbe legato alla consuetudine dell’uso della cenere per rendere più fertili i terreni destinati a ospitare la coltura di questa pianta.

CARCIOFO PELLE - CopiaPiù poetica è la spiegazione legata al mito: Cynara, una bella ninfa dai capelli color cenere, avrebbe fatto innamorar il sommo Giove e sua moglie Giunone, gelosa e irritata dall’ennesima scappatella extraconiugale del marito, l’avrebbe trasformata in una pianta di carciofo, spesso caratterizzata da questa sfumatura cromatica tra il grigio e il verde. Amarognolo ma salutare, spinoso e pungente nella sua bella veste esteriore, adattabile ad ogni tipo di terreno appena fertile, il carciofo era molto apprezzato dai Romani. I cuori di Cynara, così ci dice Apicio nel “De coquinaria”, erano consumati in acqua e vino.

Tante sono le sue proprietà benefiche. Il segreto delle sue virtù è legato alla cinarina, che svolge sia un’attività coleretica, consistente nello stimolare la produzione di bile; sia un’azione colagoga, facilitando il deflusso della bile verso l’intestino,rendendo il carciofo un ortaggio particolarmente indicato a coloro che soffrono di disturbi gastro-intestinali, problemi digestivi, stitichezza, vomito, nausea e problemi di reflusso gastroesofageo. Il carciofo, che contiene acidi fenolici; in particolare l’acido clorogenico, che previene le malattie arteriosclerotiche e cardiovascolari; è antiossidante, protegge l’organismo dall’azione dannosa dei radicali liberi, ritarda l’invecchiamento cellulare e la degenerazione; ha azione depurativa, eliminando le tossine e , grazie alle fibre, riduce l’accumulo di grassi da parte dell’intestino, svolgendo un’importante azione lassativa. Altra sua importante sostanza è l’inulina, una fibra solubile che contribuisce a ridurre il tasso di trigliceridi nel sangue e a contenere gli aumenti dei valori glicemici.

Ipocalorico, utile dopo le grandi abbuffate o prima della fatidica prova costume, il carciofo è ricco di minerali ( potassio, ferro, fosforo e calcio) che lo rendono un ottimo alleato contro lo stress, stimola l’appetito, è raccomandato ai pazienti affetti da ittero, epatite, cirrosi e steatosi epatica. I fitosteroli e la cinarina, insieme, esercitano un’azione antitossica, in particolare verso l’alcol, di cui riducono la presenza nel sangue, accelerando il metabolismo dell’etanolo. Scegliete carciofi pieni, sodi, con foglie dure e senza macchie, preferendo esemplari piccoli e con punte ben chiuse. Assicuratevi che i gambi siano duri, senza parti molli o ingiallite. Se volete conservare in frigo i carciofi per 6-7 giorni senza che il loro aspetto e le loro proprietà si alterino, privateli delle foglie esterne più dure, tagliate via il gambo, lasciandone solo 5 cm circa, lavateli e asciugateli. Fatto ciò, prendete un canovaccio, avvolgete i carciofi precedentemente preparati, poneteli in un sacchetto di plastica che lascerete aperto e metteteli in frigo.