Una nuova terapia genica per le malattie respiratorie arriva dalla collaborazione dei gruppi di ricerca di pneumologia pediatrica e di virologia, coordinati rispettivamente da Massimo Pifferi e Mauro Pistello e con il contributo della ‘Fondazione Arpa‘ e ‘Fondazione pisana per la scienza‘. I ricercatori sono riusciti a dimostrare, per la prima volta al mondo, che è possibile curare la discinesia ciliare primaria (DCP), una malattia respiratoria, utilizzando la terapia genica. La Dcp è una malattia rara che si manifesta sin dalla nascita ed e’ causata da mutazioni nei geni che concorrono alla struttura e al movimento delle cilia del tratto respiratorio. Le cilia, muovendosi in modo coordinato e in senso ascensionale, trasportano verso la laringe il sottile strato di muco che riveste e protegge le cellule dell’epitelio bronchiale e, con esso, batteri, virus e sostanze inquinanti ambientali potenzialmente dannose che possono essere inalate e che, in tal modo, sono riversate per lo piu’ nel tubo digerente. Il ristagno del muco causa progressive disfunzioni respiratorie, rappresentate principalmente da asma, e un’aumentata suscettibilità a infezioni che nel tempo divengono responsabili di un danno progressivo e irreversibile a carico dell’apparato respiratorio con sintomi cronici che limitano l’attività dei pazienti e ne compromettono la qualità della vita. Nei casi piu’ gravi, nei soggetti con Dcp può rendersi necessario il ricorso al trapianto polmonare. Le cilia, inoltre, sono responsabili della migrazione degli organi nel corso dello sviluppo intrauterino e hanno un ruolo nella funzione degli organi di senso e nella motilità spermatica. I pazienti con Dcp, dunque, possono presentare anomala disposizione degli organi, disfunzioni olfattive e uditive e sterilità.
Il nuovo studio ha dimostrato che è possibile ripristinare in modo permanente la normale motilità ciliare nelle cellule dell’apparato respiratorio di due bambini con mutazioni in DNAH11, un gene indispensabile per la normale motilità ciliare. L’innovazione apporatta da questo studio consiste nell’approccio utilizzato nella riparazione del difetto genico, ossia nel ricorso a una sorta di ‘chirurgia molecolare‘, una sorta di “taglia e cuci“. In genere i sistemi tradizionali di terapia genica prevedono l’introduzione, nella cellula difettiva, di una copia dell’intero gene funzionale. I ricercatori pisani hanno invece sviluppato dei ‘bisturi molecolari‘ che, veicolati all’interno delle cellule dei bambini portatori della malattia, hanno tagliato il gene DNAH11 in corrispondenza della mutazione sostituendola, con estrema precisione, con la sequenza corretta presente nel gene funzionalmente attivo. La correzione del difetto genico mediante questa operazione di ‘chirurgia molecolare’ consente di superare i limiti che avevano sinora precluso l’impiego di approcci standard di terapia genica nella Dcp.
Se i risultati saranno confermati, i ‘bisturi molecolari’ sviluppati dallo studio pisano apriranno nuovi orizzonti di cura per la Dcp e altre malattie genetiche dell’epitelio respiratorio. Per la scoperta si è congratulata anche l’assessore regionale al diritto alla salute, Stefania Saccardi. “I miei complimenti ai gruppi di ricerca di pneumologia pediatrica e virologia che hanno messo a punto questa terapia. La sanità toscana – aggiunge la Saccardi – ha tante punte di eccellenza, e questo studio ne e’ una dimostrazione. I risultati di questa ricerca consentiranno di curare meglio i bambini toscani, ma non solo. Lo studio condotto a Pisa ha gia’ suscitato grande attenzione nella comunita’ scientifica, e verra’ replicato in altri centri europei, consentendo cosi’ a tanti bambini di beneficiare di questa terapia“.
