Hanno lavorato a questa opera colossale i ricercatori di 14 Paesi del mondo e sono riusciti a realizzare quello che ad oggi è “il più completo studio sui caratteri morfologici e funzionali delle piante“. Si tratta di un mega-catalogo che descrive nel dettaglio circa un quarto degli organismi del mondo vegetale esistenti, dalla piccolissima Arabidopsis alla gigantesca sequoia. Al lavoro, pubblicato sulla rivista specializzata Nature, ha lavorato anche un botanico italiano, Bruno Cerabolini dell’Università degli Studi dell’Insubria. Lo studio, guidato da Sandra Diaz dell’Universidad Nacional de Córdoba, ha analizzato nel dettaglio “lo spettro globale di forme e funzioni delle piante, prendendone in considerazione altezza, superficie delle foglie, peso dei semi, azoto contenuto nelle foglie, biomassa, e densità di foglie e fusti“.
“Gli aspetti fondamentali della forma e della funzione della piante, come ad esempio le dimensioni delle piante intere, delle foglie e dei semi, ma anche le proprietà fisiche e chimiche dei loro tessuti, tendono a combinarsi tra di loro secondo poche modalità comuni, selezionate dall’ambiente nel corso dell’evoluzione“. Questi importanti dati, spiega Cerabolini, ci rivelano che “non esiste un numero di combinazioni infinito nel mondo vegetale. Inoltre ci permettono di vedere come ciascuna specie si colloca funzionalmente rispetto al resto del mondo vegetale, e di poterne prevedere il comportamento all’interno degli ecosistemi“. Tra le altre cose, si potrà dunque arrivare a capire la loro capacità di produrre biomassa, di depurare l’aria e l’acqua, e dunque di migliorare il benessere dell’ambiente.
