“Il civico 70 è tutto inagibile, ci hanno detto che da adesso in poi è tutto in mano nostra, dobbiamo nominare un tecnico e prenderci noi la responsabilità di mettere in sicurezza lo stabile“. Lo ha detto Vincenzo Marcialis, amministratore del palazzo parzialmente crollato la notte scorsa a Lungotevere Flaminio (Roma). “Non sapevo dei lavori nell’appartamento ma so che alcuni documenti erano già stati depositati in municipio – ha aggiunto – Ci sono 15 famiglie senza casa e ci faranno sapere se daranno assistenza. Sono stati offerti alcuni posti in periferia e quindi molto probabilmente queste famiglie si organizzeranno autonomamente“.
Sono preoccupati i condomini del palazzo sul lungotevere Flaminio coinvolto in un crollo. Ma soprattutto vogliono tornare al più presto nelle loro case. “Gira voce che qui ci vorrà tempo prima di poter rientrare – dice una donna – Mio nipote avvocato mi ha detto diversi mesi. Forse dopo l’estate. E ora come farò?“. “Anche stasera andrò in albergo dove sono stata ieri a mie spese – aggiunge – Questa sera mi hanno detto che mi facevano sapere se è pagato o no. E’ assurdo comunque: dovremo pagare anche noi quando invece la colpa è di qualcun altro“. Alcuni degli inquilini hanno indicato ai vigili del fuoco vestiti e oggetti personali da recuperare. “Io ho tutti i vestiti lì e non posso salire a prendere nulla – si lamenta una condomina – Anche la roba che ho nel frigorifero. Dove vado a vivere ora? Devo andare al lavoro“. Sul lungotevere, ancora chiuso al traffico, è un viavai di persone curiose. Arrivano, alzano la testa e guardano all’insù. E poi tirano fuori lo smartphone per immortalare, con foto e video, il palazzo in parte crollato, i detriti a terra e le macchine distrutte
