Oltre duecento persone hanno assistito oggi a Madrid, nel salone degli atti della Scuola Superiore di Mineria situato nel quartiere Chamberì, alla presentazione della nuova carta geologica della Penisola Iberica alla scala 1:1.000.000. Quella presentata oggi è la decima edizione della carta geologica della Penisola Iberica, ma in confronto alle passate edizioni presenta importanti passi avanti. È stata ad esempio inclusa la piattaforma continentale spagnola e portoghese, e sono state per la prima volte inserite le isole (Canarie, Baleari, Madeira e Azorre). Inoltre il miglioramento delle tecnologie di rilevamento e l’incrocio delle conoscenze ormai sempre più importanti sulla geologia dei due paesi hanno portato ad un risultato di altissimo livello.
La carta geologica presentata oggi riunisce e sintetizza l’enorme lavoro portato avanti fin dal 1972 dai geologi spagnoli dell’IGME nel cosiddetto Plano MAGNA (Mapa Geologico de España) e da quelli portoghesi del LNEG (Laboratório Nacional de Energia e Geologia). Il Plano MAGNA ha portato alla realizzazione di una cartografia geologica in scala 1:50.000 (quindi molto dettagliata, in cui un centimetro sulla carta corrisponde a 500 metri nella realtà) di tutto il territorio nazionale. Il piano, iniziato negli anni ’70, può essere comparato con il progetto CARG italiano di mappatura geologica in scala 50.000, che non è però ancora stato completato a causa della mancanza di fondi, per il disinteresse dei governi (finanziato a livello locale da enti o regioni).
La nuova mappa geologica della Penisola Iberica è il frutto di un lungo lavoro non soltanto di campo ma anche di coordinazione fra gruppi spagnoli e portoghesi. Un lavoro che, hanno sottolineato le personalità intervenute, ha il merito di aver unito la comunità scientifica dei due paesi.
Durante la presentazione, durata circa due ore, hanno parlato fra gli altri il direttore dell’Instituto Geologico y Minero spagnolo, una istituzione prestigiosa nata nel 1840, ed il Presidente della Commissione per la carta geologica del mondo.

Il presidente della commissione per la carta geologica del mondo (CCGM), il francese Philippe Rossi, ha mostrato nella sua presentazione l’evoluzione a livello internazionale della cartografia geologica. In questo breve riepilogo cronologico ha ricordato che l’Italia, insieme alla Gran Bretagna e alla Spagna, sono state le prime nazioni a dotarsi di una mappa delle formazioni geologiche a livello nazionale. Inoltre ha ricordato il grande congresso internazionale di geologia tenutosi a Bologna nel 1881.
La giornata si è conclusa con gli interventi degli editori della nuova carta geologica, il portoghese J.Tomas Oliveira dell’LNEG e lo spagnolo Roberto Rodriguez Fernandez, che hanno illustrato la mappa ed hanno sottolineato l’importanza del lavoro e lo sforzo delle tante persone intervenute per la sua realizzazione.
La presentazione avvenuta oggi 21 gennaio ha visto una inaspettata partecipazione, con oltre ducento persone presenti in sala. Gli organizzatori hanno sottolineato il momento d’oro vissuto dalle mappe, come sta dimostrando il grande successo della mostra Hispaniae Geologica presso l’Alcazar de Segovia dove oltre 20.000 persone hanno visitato l’esposizione di carte geologiche dal passato ad oggi.