Dagli archivi storici capiamo quanto l’intera area del Mediterraneo sia particolarmente soggetta ad eventi sismici anche di grande intensità. Lo Stretto di Gibilterra, affacciato sull’Oceano Atlantico, presenta delle particolari strutture geologiche attive che possono scatenare terremoti di diverse intensità e a profondità molto variabili.
Non è scontato che in tutti i distretti sismici, infatti, possano verificarsi scosse a profondità diverse, come per esempio nelle Alpi Orientali, fra Friuli, Slovenia e Austria, dove difficilmente i grandi eventi hanno avuto una profondità maggiore di 15 chilometri. In Romania, invece, i sismi più potenti si scatenano ad una profondità compresa fra gli 80 e i 140 chilometri di profondità.
Nei pressi dello Stretto di Gibilterra non c’è un luogo esatto o una profondità specifica a cui si verificano gli eventi, come accade nei pressi della Penisola della Kamchatka, al largo del Giappone, nei pressi delle isole Tonga e in altre zone dell’Oceano Pacifico.

Ad ovest, invece, si sono verificati tanti più eventi di magnitudo rilevante, l’ultimo dei quali il 28 Febbraio 1969 fra Portogallo e Marocco. La violentissima scossa, magnitudo 7.8, si generò a soli 22 chilometri di profondità e provocò uno tsunami con run up di circa 3 metri sulle coste limitrofe. 13 le vittime totali, 11 in Marocco e 2 in Portogallo. Un’ottantina i feriti.