Tempeste di neve e forti venti sull’Estremo Oriente russo, la città di Vladivostok sommersa dalla neve

Le strade della città di Vladivostok dopo le forti nevicate dei giorni scorsi

Nei giorni scorsi una severa ondata di maltempo dalle caratteristiche invernali ha duramente colpito le coste dell’Estremo Oriente russo, ed in modo particolare la città di Vladivostok che è stata letteralmente sommersa dalla neve, con autentici “blizzards”. Questa forte ondata di maltempo è stata generata dal passaggio di una profonda depressione a carattere freddo, alimentata lungo il suo bordo più occidentale da aria gelida d’estrazione artico continentale scivolata dalla Jacuzia. Questa profonda circolazione depressionaria dalle coste dell’Estremo Oriente russo si è spostata verso il freddo mare di Ohotsk, producendo nuove intense nevicate che hanno duramente flagellato vaste aree della regione di Khabarovsk, e i territori limitrofi, lungo il comprensorio siberiano sud-orientale.

O2QsaWPzFO4Queste nevicate, pero, si sono accompagnate anche a temperature gelide, sotto i -20°C, e forti venti, prevalentemente da Nord e N-NE, che hanno dato luogo ad autentiche tormente di neve, paragonabili ai peggiori “blizzards” nord-americani. Il profondo “gradiente barico orizzontale” che caratterizzava il bordo più occidentale della depressione extratropicale, in spostamento sul mare di Ohotsk, ha attivato vere e proprie bufere di vento, da N-NE e Nord, che dal mare di Ohotsk si sono dirette verso la regione di Khabarovsk, con raffiche che sono state capaci di raggiungere punte di oltre 90 km/h, se non addirittura 100 km/h a ridosso dell’area costiera.

Le strade della città di Vladivostok dopo le forti nevicate dei giorni scorsi

Il potente “Jet Streak” (massimo di velocità del “getto”) in uscita dal nord della Cina e dalla penisola di Corea, non ha fatto altro che abbordare la circolazione depressionaria in spostamento sul mare di Ohotsk, imprimendogli una intensa vorticità positiva che ha determinato il rapido approfondimento della figura ciclonica, con un inevitabile rafforzamento del “gradiente barico orizzontale” a ridosso della regione di Khabarovsk. Questi elementi, sommandosi all’avvezione di aria gelida partorita sul bordo occidentale del profondo ciclone freddo, in spostamento verso nord-est, hanno creato l’ambiente ideale per la realizzazione di vere e proprie tempeste di neve sulla parte più settentrionale della regione di Khabarovsk, dove si sono registrati accumuli nivometrici davvero abbondanti malgrado la presenza dei forti venti settentrionali, che spirano in maniera rafficosa.

Il sistema frontale nei bassi strati, associato al ciclone extratropicale, si è localizzato sulla regione di Khabarovsk, provocando nevicate diffuse accompagnate da forti e gelidi venti da N-NE, che hanno raggiunto punte di oltre 80-90 km/h. In parole povere un vero e proprio “Noreaster” in salsa russa. In alcune città e villaggi, come a Khabarovsk, o nella stessa Vladivostok, gli accumuli di neve fresca al suolo sono diventati davvero molto abbondanti, tanto da arrivare a superare il metro di altezza, mentre nelle aree montuose più interne della regione di Khabarovsk i depositi di neve oltrepassano i 2-3 metri, se non pure qualcosina in più (per cumuli eolici).

Purtroppo, a causa delle nevicate molto abbondanti, i trasporti stradali, aeroportuali e ferroviari nell’area a nord di Vladivostok sono stati letteralmente paralizzati, mentre le autorità locali continuano ad inviare mezzi di soccorso nelle località montane tuttora rimaste isolate. Le forti nevicate, accompagnate da venti piuttosto intensi e da temperature crollate al di sotto dei -20°C, hanno paralizzato l’intera rete dei trasporti, rendendo strade, autostrade, ferrovie e aeroporti non operativi per svariate ore.