Siamo in Basilicata, a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. E’ qui che si trovano i famosissimi Sassi di Matera, inseriti dal 9 dicembre 1993 nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco.
In questo territorio altamente suggestivo, tanto da meritarsi l’appellativo di “seconda Betlemme”, un luogo che ha ispirato, nei secoli, scrittori, artisti e registi di fama internazionale, i primi insediamenti urbani risalgono al Paleolitico, tramite l’utilizzazione delle grotte naturali, presenti nella zona in gran numero. Nel corso del tempo, a queste si sono aggiunte quelle scavate dall’uomo che ha trovato nella friabile roccia tufacea un’eccezionale possibilità di insediamento al riparo dagli agenti naturali. Dopo Paleolitico, Neolitico, Età dei Metalli, la storia di Matera fu segnata dall’avvento del Cristianesimo, mentre fu durante il Medioevo che vennero costruiti gli edifici religiosi più importanti della città: la cattedrale di Matera, la Chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di San Domenico, la Chiesa di Santa Maria della Valle Verde sulla via Appia.
E’ da quel momento che si forma un vero e proprio nucleo urbano, concentrato inizialmente intorno alla Cattedrale in cima alla collina della Civita, che divide in due i Sassi: il Sasso Barisano, rivolto a est; il Sasso Caveoso, rivolto a sud. I Sassi di Matera sorgono su uno dei versanti di un canyon scavato dal torrente Gravina, mentre sull’altro versante si trova il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, noto anche come “Parco della Murgia Materana”. I Sassi furono completamente spopolati dal 1952 in poi, in seguito alla denuncia del libro di Carlo Levi, la quale portò alla ribalta le cattive condizioni igieniche degli abitanti delle grotte, facendo sì che questi ultimi, a malincuore, si spostassero nei nuovi quartieri.
Negli anni 80’, però, maturò la volontà di recuperare i Sassi… cosa non facile. L’intento fu raggiunto tempo dopo, con l’iscrizione nella lista dei Patrimoni Mondiali Unesco, dovuta all’interpretazione del sistema generale di gestione dell’acqua e dell’energia, dell’organizzazione sociale e comunitaria degli spazi e dei percorsi urbani, delle caratteristiche uniche del modo di abitare e di proteggere l’ecosistema come modello di sostenibilità per le città del futuro. Basta osservare Matera per capire in cosa consiste la sua unicità ed il suo fascino senza tempo: manifesta l’adattamento dell’uomo a quanto gli viene offerto dalla natura, ammaliando i visitatori con la sua struttura architettonica a due livelli: una visibile, fatta di abitazioni, piazze, chiese, strade; l’altra invisibile, con neviere, cisterne, grotte e cunicoli.