La violenta scossa di magnitudo 7.1 che questa mattina (l’1,30 ora locale) ha colpito la Penisola di Kenai, in Alaska, ha generato il panico fra la popolazione locale delle coste meridionali del Paese, ma senza provocare vittime né feriti. L’area di massimo risentimento è stata quella a sudovest di Anchorage, la città più grande dell’Alaska e dalla quale sono arrivate la gran parte delle testimonianze dell’evento. Tuttavia non sono mancati i disagi.
Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco è stato molto impegnato nel rispondere alle chiamate allarmate delle persone, riabilitare allarmi di automobili e abitazioni private, aggiustare tubature d’acqua rotte dallo scuotimento ed eventi minori. Il Dipartimento di Polizia di Anchorage, prima delle 2.00, afferma di non aver ricevuto segnalazioni di danni gravi. Sono stati segnalati dei danni, invece, dal Dipartimento dei Trasporti e delle Strutture Pubbliche, che hanno informato la popolazione sulla chiusura temporanea della Kalifornsky Beach Road nell’area di Kasilof, per via di crepe nel manto stradale. Infine, l‘Alaska Army National Guard conferma che almeno una casa è andata distrutta, senza, tuttavia, provocare feriti.

Nell’arco della notte si sono verificate altre due scosse di magnitudo rilevante. La prima di magnitudo 4.8 alle 3.37 e la seconda di magnitudo 5 alle 5,29. I terremoti si sono verificati ad una profondità compresa fra i 100 e i 110 chilometri e non hanno prodotto altri danni. Difficile dire con certezza se le scosse continueranno o meno per i prossimi giorni, anche se sappiamo che in genere, terremoti così forti sono spesso seguiti da molti eventi minori.