Cresce il rischio di epidemia Zika anche in Italia. L’allarme è stato lanciato dall’Amcli, l’Associazione microbiologi clinici italiani. “Il problema più serio nel nostro Paese si porrà con l’inizio della stagione di attività biologica delle zanzare che, visto l’inverno tiepido, sarà da metà aprile fino a novembre“. Il rischio è che “se una persona torna con il virus Zika nel sangue e viene punta da una zanzara, quest’ultima diventa portatrice e in grado di infettare a sua volta altre persone. Se questa catena non si ferma subito, si può innescare un focolaio autoctono che può assumere anche dimensioni rilevanti o portare il Paese a diventare endemico“. Per gli esperti è importante “la diagnosi rapida di infezione in fase viremica (virus nel sangue) e molte Regioni si sono attrezzate con un centro regionale di riferimento per la diagnosi di Zika, ma anche di Dengue e Chikungunya. Virus – avverte Maria Paola Landini, componente del Consiglio direttivo Amcli – trasmessi dalle stesse zanzare che possono dare origine a catene di trasmissione esattamente come Zika e che causano sintomatologia spesso sovrapponibile. Ce l’abbiamo fatta a tenere sotto controllo la diffusione del virus Dengue, molto più diffuso di quest’ultima minaccia, ce la faremo a tenere lontano anche Zika“. “Ciò che stiamo osservando è che le infezioni trasmesse da artropodi ematofagi stanno aumentando e bisogna ricordare che non sono solo trasmessi dei virus, ma anche dei parassiti come i plasmodi della malaria o le leishmanie, batteri come Tripanosoma, Rikettsie, Babesie“, avverte Pierangelo Clerici, presidente Amcli e direttore dell’Unità operativa di Microbiologia dell’azienda ospedaliera di Legnano.
