Il 16 Febbraio 1810, quindi ben 206 anni or sono, un violento terremoto di magnitudo 7.5 si abbatté sulle coste a nord di Creta, devastando la città di Heraklion. Il grande evento sismico si generò poco a nordest dell’isola, alle ore 22,15, quando molte persone erano già a letto. Nelle località costiere settentrionali di Creta la popolazione non ebbe nemmeno il tempo di svegliarsi, quando cominciarono a tremare i muri delle loro fragili abitazioni. La scossa, avvenuta ad una profondità di circa 90 chilometri, poté essere avvertita in tutta la Penisola Balcanica, fino a Malta e nell’Italia Centrale a nordovest, nonché sulle coste libiche ed egiziane a sud, e infine a Cipro, in Turchia e addirittura in Siria ad est. 2.000 le vittime totali del catastrofico evento, con i danni maggiori concentrati ad Heraklion, tuttavia furono riscontrati danni più o meno gravi anche ad Alessandria d’Egitto, Cairo e Rosetta e addirittura a Malta, dove arrivò anche un lieve tsunami. Nell’entroterra egiziano si riportarono danni addirittura al Tempio di Amon, nell’Oasi Siwa, dove collassò una parte dell’edificio.
