ll 33enne Richard Trevithick, un ingegnere minerario della Cornovaglia, ideò un carro che secondo lui sarebbe riuscito a percorrere 10 miglia su una strada ferrata, “trainato” da un motore a vapore. Ovviamente i suoi contemporanei lo avevano “preso per pazzo”, abituati com’erano a vedere carri tirati esclusivamente da cavalli, e il grande giorno in cui era prevista la messa in funzione del mezzo, Trevithick aveva persino scommesso 550 ghinee con il suo datore di lavoro, Samuel Homfray, proprietario delle acciaierie Penydarren a Merthyr Tydfil nel Galles, che non credeva nella fattibilità dell’impresa. Era il 22 febbraio 1804 quando la prima locomotiva a vapore che trainava 5 vagoni, in grado di trasportare 70 persone e 10 tonnellate di ferro ad una velocità media di circa 3 miglia orari (che arrivava a picchi di 5), diede inizio al suo primo viaggio nelle campagne britanniche. Ma il destino non era dalla parte di Richard: durante il tragitto il camino della caldaia di “puffing devil“, ovvero il diavolo fumante, colpì un ponte danneggiandosi. Ma nonostante questo sfortunato incidente di percorso Trevithick convinse Homfray a finanziargli altri tre viaggi finché il motore, che pesava 7 tonnellate,non ruppe i binari portando alla deriva il progetto.
