Era il 16 febbraio 1923 quando la Tomba di Tutankhamon venne aperta per la prima volta. Rinvenuto nella Valle dei Re vicino a Luxor, il sarcofago, rimasto inviolato per secoli, conteneva un’immensa Camera Sepolcrale interamente ricoperta d’oro, e nessun essere umano vi mise piede per quasi 3000 anni. E’ proprio per questo che si salvò dai saccheggiatori, restando praticamente intatta. Si tratta della più grande scoperta archeologica del XX secolo, la tomba di quello che è stato definito il “faraone bambino”, vissuto tra il 1341 a.C e il 1323 a.C, e che regnò per soli 9 anni, morendo poi a causa di un grave malattia, probabilmente un’infezione causatagli da una caduta. La mummia intatta del faraone era in un sarcofago d’oro massiccio del peso di circa 110 kg, con il volto coperto da una maschera d’oro massiccio che riproduceva le esatte sembianze del defunto. Furono oltre 2000 i reperti rinvenuti nella tomba e per catalogarli tutti ci vollero anni.

Intorno alla figura dello sfortunato imperatore, e in particolare al suo sarcofago, si vennero a creare leggende quasi magiche e mistiche. Pare, infatti, che l’apertura del sarcofago avrebbe scatenato una vera e proprio maledizione, un anatema, che si sarebbe abbattuto sui suoi profanatori. Il caso (?) ha voluto che negli anni appena successivi all’apertura della tomba, tutti i protagonisti della scoperta trovarono la morte per i motivi più disparati, e questo ha alimentato ancora di più la leggenda, stuzzicando la fantasia di scrittori e registi cinematografici, che hanno così arricchito le trame delle loro opere.
