Accadde oggi: nel 1960 esplode la prima atomica francese

Era esattamente il 13 febbraio 1960 quando la Francia fece esplodere la sua prima bomba atomica, la Gerboise bleue, nome dovuto al topo delle piramidi e dal colore simbolo della nazione, nel poligono di Reggane, in pieno Sahara algerino. Sarà il primo e il più potente di una serie di 17 test nucleari avviati da Parigi nel deserto nordafricano. L’ordigno, del potenziale di 70 kilotoni, ha causato un’esplosione avvenuta a 100 metri di altezza, contaminando un’area di 150 km di diametro, coinvolgendo anche un migliaio di beduini oltre al personale della base francese, ovvero ben 10.000 persone tra tecnici, militari e inservienti. Le proteste immediate del Marocco sono servite a poco, e anzi proprio grazie a questo test, avvenuta proprio durante gli anni caldi della guerra algerina, la Francia divenne la quarta potenza atomica del mondo, dopo Usa, Urss e Regno Unito.

Charles de Gaulle, capo del governo, non contenne l’esultanza: “Urrà per la Francia! Da questa mattina è più forte e più fiera“. In seguito avvennero altri 3 esperimenti atmosferici, tutti portati a termine nella Wilaya d’Adrar, della potenza di 5 kilotoni. Il primo, Gerboise blanche, avvenne il 1 aprile 1960; il secondo, Gerboise ruoge, il 27 dicembre 1960; il terzo, Gervoise Verte, il 25 aprile 1961. Quest’ultimo test, in particolare, venne effettuato in anticipo rispetto alla data prevista e in un giorno in cui le condizioni del vento non erano delle migliore; le conseguenze furono devastanti: causò l’ustione di 42 persone e la contaminazione di un’area lunga 150 chilometri e larga 20. Ma l’incidente non fermò gli esperimenti e dal 1961, a seguito della moratoria dei test in atmosfera, e fino al 1966, verranno effettuati, sempre nel deserto algerino, altri 13 test sotterranei, nel sito di In-Ecker, all’interno di una galleria di 1 chilometro, scavata su un massiccio granitico a mille metri di altitudine. Il sito di Reggane, venne abbandonato perché troppo contaminato.

Tra questi esperimenti successivi, quattro (il Beryl – 1 maggio 1962 circa 30 kiloton; l’Amethyste – 30 marzo 1963, circa 5 kilotoni; il Rubis – 20 ottobre 1963, circa 100 kilotoni; il Jade, 30 maggio 1965, circa 5 kilotoni) rilasciarono radioattività nell’atmosfera, con le conseguente ricadute sull’ambiente e sulla popolazione. Fino al 24 settembre 1996, giorno in cui venne firmato il Trattato di divieto completo delle prove nucleari, vennero eseguiti altri 193 test.