Il primo marzo partirà ufficialmente a livello nazionale la ricetta elettronica. Ma precisamente come funziona? Per prescrivere un farmaco, una visita o un accertamento, il medico curante si collegherà a un sistema informatico appositamente studiato, dal quale potrà compilare la prescrizione come se si trovasse di fronte la ricetta tradizionale; il Numero ricetta elettronica identificherà il codice fiscale del paziente e da qui si potranno anche aggiungere eventuali esenzioni previste dalla legge.
La ricetta cartacea per il momento non sparirà del tutto: il dottore consegnerà al paziente un piccolo promemoria da destinare al bancone della farmacia che permetterà di riconoscere la prescrizione effettuata tramite i codici a barre stampati sul foglio A5; da qui il farmacista recupererà la prescrizione direttamente on-line e consegnare la medicina richiesta. Quando il sistema entrerà a regime definitivamente, anche il promemoria cesserà d’esistere.
“Un bel passo avanti” dichiara Annarosa Racca, Presidente dell’associazione Federfarma in rappresentanza dei farmacisti, che continua “Un vantaggio per noi, per i cittadini e i medici. La carta non sparisce. La ricetta rossa tradizionale mantiene la sua validità ma è destinata a tramontare».
Ma quali sono i vantaggi? Innanzitutto si garantirà la tracciabilità delle prescrizioni oltre che la sanità godrà di ulteriori risparmi sul costo della carta e della distribuzione delle vecchie ricette rosse; in più il codice corrispondente alla prescrizione identificherà univocamente il paziente, ovunque esso si trovi.
Alcuni medici però sono titubanti riguardo il nuovo sistema : “Qualcuno ha confuso gli studi medici con gli uffici dei centri anagrafici, vista la mole di dati che ci troveremo a maneggiare” ha dichiarato Giacomo Milillo, uno dei leader della federazione Fimmg.
