Non solo piogge, rovesci e nevicate anche abbondanti lungo l’arco alpino. Il passaggio del nuovo sistema frontale atlantico sarà accompagnato pure da venti piuttosto intensi che potranno superare la soglia d’attenzione in diversi bacini, fra cui il mar Ligure e il Tirreno, dove già dalle prossime ore soffieranno sostenuti venti di libeccio, direttamente provenienti dallo Stretto di Gibilterra e dal mare di Alboran. Durante la mattinata l’affondo di una nuova saccatura, alimentata lungo il bordo più occidentale dalla discesa di aria molto fredda di tipo polare marittima, provocherà un marcato tracollo dei valori di geopoteziale in quota e barometrici al suolo.
L’approfondimento della depressione, a carattere freddo, legata al “lobo scandinavo” del vortice polare, posizionata fra l’alto mar di Norvegia e il mare di Barents, contribuirà ad accelerare la discesa del ramo più meridionale della saccatura artica fino al cuore del Mediterraneo e sull’Italia. Lo di questa saccatura, nel corso della mattinata, determinerà anche una marcata erosione delle propaggini più orientali del modestissimo promontorio anticiclonico interciclonico presente sul Mediterraneo centrale.
Ciò determinerà, a partire dal pomeriggio odierno, un consistente inspessimento del “gradiente barico orizzontale” su tutto il Mediterraneo centro-occidentale. Questo fitto addensamento di isobare sopra i mari italiani determinerà una conseguente intensificazione della ventilazione da SO e O-SO, che si attiverà lungo il margine più meridionale della saccatura, in ingresso sul Mediterraneo. Al contempo il robusto promontorio anticiclonico oceanico, rafforzandosi ulteriormente sul vicino Atlantico orientale, si contrapporrà con le isobare piuttosto strette, facenti capo alla depressione a carattere freddo, in azione fra il mar di Norvegia e la Scandinavia, con una vasta area caratterizzata da geopotenziali piuttosto bassi.
Questa vasta circolazione depressionaria scivolando velocemente di latitudine fino in prossimità dell’Europa centrale, interagirà con la barriera alpina. L’ingresso dell’intensa ventilazione occidentale atlantica, tramite la porta di Carcassonne e in parte anche dal Rodano, nel corso del pomeriggio e della serata favorirà lo sviluppo di un nuovo minimo depressionario derivato sottovento sul Golfo di Genova molto profondo, con valori che scenderanno anche sotto i 990 hpa. L’interazione fra le opposte figure bariche dinamiche produrrà una significativa compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il Tirreno e l’Italia settentrionale, con un conseguente squilibrio barometrico fra la costa nord-africana e l’Italia settentrionale.
La compressione del “gradiente barico orizzontale” che si verrà a costruire, enfatizzata dalla spinta di masse d’aria sempre più fredde, di origini polari marittime, in sfondamento dal Rodano, che a loro volta causeranno un aumento della pressione barometrica fra la Spagna e il mare delle Baleari, agevolerà l’innesco di una impetuosa ventilazione da O-SO e SO, che dallo Stretto di Gibilterra e dal mar di Alboran, attraverso le Baleari, il mar di Sardegna e il Canale di Sardegna, si propagherà a tutto il Tirreno, fino alle coste di Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, tramite un intenso libeccio che risalirà il bacino tirrenico, sollevando un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 3.0-4.0 metri di altezza.
I venti più forti, a partire dalla serata, dovrebbero sferzare dapprima la Corsica, con raffiche da O-SO molto forti capaci di toccare i 90-100 km/h a Capo Corso, per propagarsi al mar Ligure, all’isola di Gorgona e alle coste della Toscana, fra carrarese e livornese, dove in nottata subentreranno burrasche da SO e O-SO. In particolare tra livornese, pistoiese, massese, pisano il libeccio, molto forte e a raffiche, oltrepasserà la soglia d’attenzione, con picchi di oltre 70-80 km/h nei punti più esposti della fascia costiera.
Ma raffiche molto forti, in grado di lambire picchi estremi fino a 90-100 km/h nella fase clou, si potranno misurare alla Gorgona. La libecciata andrà avanti fino alla tarda mattinata di domani, pur iniziando a perdere parte della sua intensità solo a partire cominciando proprio dalla Toscana, con i venti pronti a ruotare da Ovest e O-NO, divenendo via via meno intensi. Grazie alla traslazione dei massimi di “gradiente barico” sul medio-basso Tirreno le intense burrasche da O-SO cominceranno a spingersi sul Lazio, le coste della Campania e la Calabria tirrenica, specie il cosentino, dove si potranno misurare picchi di oltre i 60-70 km/h.
Parte di questi intensi venti di libeccio, dopo aver sferzato le coste di Toscana, Lazio e Campania si propagheranno verso l’entroterra scavalcando molto velocemente le creste dell’Appennino e scivolando sotto furiose raffiche di “garbino” lungo le coste adriatiche (versante sottovento), tra Molise, Basilicata orientale e Puglia, con picchi capaci di superare la soglia degli 70-80 km/h lungo l’uscita delle principali vallate appenniniche. Qui l’effetto del vento di caduta dai crinali dell’Appennino Molisano e Lucano farà acquistare ulteriore velocità alla massa d’aria che raggiungerà le sottostanti vallate e le coste del basso Adriatico e dell’alto Ionio tramite impetuose e turbolenti folate che potranno risultare, a tratti, anche molto forti, lì dove l’orografia determina locali effetti di “amplificazione”.
Il “garbino” sulle coste del basso Adriatico soffierà in modo molto forte fino al pomeriggio di domani, con raffiche di caduta anche intense sulle coste di Molise e Puglia centro-settentrionale. Nonostante una lenta attenuazione del “gradiente barico orizzontale”, attesa nella serata di domani, i venti da O-SO e Ovest continueranno a spirare intensamente, soprattutto sul basso Tirreno e Ionio, con raffiche che potranno superare la soglia dei 60 km/h.
L’ampio “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento), esteso dal tratto di mare antistante la costa algerina fino al Canale di Sardegna, mare di Sardegna e al Tirreno centro-meridionale, favorirà lo sviluppo di un moto ondoso molto consistente su tutti i bacini più meridionali e sui mari che circondano la Sardegna meridionale e la Sicilia. In particolare fra il mar Ligure e il Tirreno centro-meridionale, direttamente esposti alle burrasche da O-SO e Ovest. Sul mar Ligure la forte ventilazione da SO che dalla Corsica si estenderà fino alle coste della Versilia formerà un moto ondoso piuttosto significativo, con lo sviluppo di onde alte anche più di 3.0-4.0 metri che punteranno le coste del genovesato orientale e dello spezzino, causando su queste delle mareggiate.
Sul Tirreno centro-meridionale i forti venti da O-SO e Ovest genereranno nella giornata di domani onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 3.0-4.0 metri di altezza nel tratto di mare antistante le coste della Campania e del Lazio. Queste ondate, piuttosto alte, si dirigeranno verso i litorali della bassa Toscana, del Lazio e della Campania, attivando su questi mareggiate di debole e moderata intensità che potranno arrecare anche dei danni nei tratti soggetti al fenomeno dell’erosione. Ma un rapido aumento del moto ondoso è atteso pure fra Canale di Sicilia, Ionio e Adriatico orientale (a largo), che da mossi diventeranno molto mossi, fino ad agitato a largo lo Ionio settentrionale e il basso Adriatico. La situazione si può monitorare in tempo reale nelle seguenti pagine relative al nowcasting: