Cambia il modo di vedere l’astronomia: per poter meglio comprendere l’universo e la sua evoluzione è necessario poter ricevere e interpretare tutti i messaggi che giungono dallo spazio. La radiazione elettromagnetica è stata fino ad oggi il principale mezzo di osservazione astronomica, ma le onde gravitazionali hanno una natura diversa, essendo generate dal moto dei corpi celesti e riuscendo a trasportare intatta l’informazione sul fenomeno che le ha originate. L’osservazione delle onde gravitazionali fornisce informazioni significative e complementari all’osservazione di onde elettromagnetiche (luce, onde radio, raggi X e gamma) e di particelle elementari (raggi cosmici, neutrini). Oggi inizia un uovo capitolo: saranno in futuro svelati aspetti dell’universo finora inaccessibili.
“Questa straordinaria scoperta apre un’emozionante finestra sull’universo, da oggi, le onde gravitazionali si aggiungono ai messaggeri cosmici che già studiamo, come i fotoni e i neutrini di alta energia, i raggi cosmici e l’antimateria,” dichiara Antonio Masiero, vicepresidente INFN e vicepresidente del Council di EGO. “L’astronomia gravitazionale è una nuova affascinante frontiera dell’incessante esplorazione cosmica che vede da sempre l’Infn in prima linea“.
