Come sempre accade, chi sta causando il riscaldamento globale sulla Terra, è anche il più forte e dunque il meno vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico, che invece causano gravi conseguenze ai Paesi in via di sviluppo, i quali producono emissioni di gas serra decisamente inferiori. A sottolineare questa “enorme iniquità mondiale” è uno studio dell’università del Queensland e della Wildlife Conservation Society. “E’ come un non fumatore che si ammala di cancro per il fumo passivo, mentre i fumatori incalliti continuano a fumare“, spiegano i ricercatori. Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, 20 dei 36 Paesi che emettono più gas serra sono anche i meno vulnerabili alle conseguenze del surriscaldamento del Pianeta. Tra questi c’è buona parte dell’Europa occidentale, insieme a Stati Uniti, Cina, Canada e Australia. Per contro, 11 dei 17 Paesi che inquinano meno, per lo più nazioni dell’Africa subsahariana e piccoli stati insulari asiatici, sono i più vulnerabili. Per gli studiosi la situazione è destinata ad aggravarsi. Il numero di paesi molto vulnerabili aumenterà entro il 2030, con il crescere di siccità, inondazioni, perdita di biodiversità e malattie. “E’ tempo che questa iniquità climatica sia risolta, è tempo che i grandi inquinatori agiscano. Chiediamo ai fumatori di pagare per l’assistenza sanitaria dei non fumatori che stanno direttamente danneggiando. Si tratta – spiegano – di mettere in pratica l’accordo di Parigi sul clima, tagliando le emissioni mentre si aiutano i Paesi più vulnerabili ad adattarsi agli effetti del cambiamento climatico“.
Cambiamenti climatici come fumo passivo: ci rimette chi non inquina
