Cambiamenti climatici: la dieta mediterranea salverà il nostro pianeta

L’impatto maggiore sull’ambiente è dovuto al cibo. Infatti, il cibo emette emissioni di gas serra che hanno un impatto notevole sulla vita del pianeta. A dare la notizia è la Barilla Center for Food & Nutrition, che ha lanciato oggi alla presenza del presidente Guido Barilla, la seconda edizione di “Eating Planet. Cibo e sostenibilità: costruire il nostro futuro“. Questo libro raccoglie e racconta riflessioni, sfide e proposte concrete per raggiungere un sistema sostenibile per la salute dell’uomo. Questo percorso ricorda anche l’esperienza Expo e la Conferenza di Parigi, con l’obbiettivo ambizioso di contenere l’aumento delle temperature entro i 3 gradi. Per quello che riguarda l’impatto ambientale molto rilevante è il consumo di carne, che è responsabile del 12% delle emissioni totali, mentre i prodotti lattiero caseari contribuiscono solo per il 5%. Dal 1990 a oggi, le emissioni di gas serra derivanti dall’agricoltura sono aumentate del 20%. Ciò che mangiamo è fondamentale nella salvaguardia del pianeta.

cibo con caldo Secondo la Fondazione Bcfn, l’adozione della doppia piramide alimentare e ambientale è un ottimo modello per promuovere la dieta Mediterranea, dimostrandone i benefici per la salute dell’uomo e dell’ambiente e diventando uno dei primi passi da compiere in cammino per la salvaguardia del pianeta e della salute. Il rapporto Istat parla di un’Italia che grazie alla dieta Mediterranea vanta gli abitanti più longevi e magri d’Europa. Il nostro Paese rischia così di veder cambiare la situazione a causa di un distacco da questo modello alimentare. Oggi, 2 adolescenti su 10 sono in sovrappeso e obesi. Diminuiscono, infatti, i giovani e gli adulti che fanno sport. Se uniamo questi elementi è naturale che vi sarà anche un progressivo aumento di malattie, quali: il diabete, le patologie cardiache e le patologie croniche. ”A quattro anni dalla prima edizione abbiamo voluto aggiornare Eating Planet per raccogliere i contributi scientifici più rilevanti, raccontare come sta avanzando il percorso intrapreso dal Bcfn e proporre soluzioni concrete ai grandi temi legati a cibo e nutrizione” dichiara Guido Barilla, presidente della Fondazione Bcfn. Secondo Barilla “le previsioni future, evidenziate anche dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, sono molto sfidanti e la strada da fare è ancora lunga. Molte persone pensano che il nostro impatto ambientale dipenda in primis da fattori come le macchine che guidiamo o da come riscaldiamo le nostre case. In realtà, la cosa più importante, il modo in cui ciascuno di noi ha l’impatto più forte sull’ambiente, è quello che mangiamo“. In questo senso, conclude Barilla, “l’adozione di una dieta sostenibile può diventare un vero e proprio volano di cambiamento per salvaguardare la nostra salute e il pianeta in cui viviamo“.