Ai Romani, si sa, le “irregolarità” e i cambiamenti, non piacevano molto. Ed è per questo che hanno deciso, tramandando poi l’idea fino a noi, che gli anni bisestili avrebbero potuto portare sfortuna. Febbraio, poi, era il Mensis Feralis, ovvero il mese dei morti, dedicato dunque ai riti per i propri cari defunti e alle cerimonie di purificazione. Come associare, dunque, il 29 febbraio a qualcosa di positivo? Era impossibile e da questo nacque la leggenda secondo la quale “anno bisesto anno funesto“; l’anno bisestile, dunque, potrebbe essere di cattivo auspicio. Come se non bastasse, poi, nel 1400 il nonno del più famoso Savonarola si convinse, e soprattutto convinse i suoi contemporanei, del fatto che gli anni bisestili fossero negativi per i greggi e per i raccolti, a causa della facilità con la quale si espandevano le epidemie e accadevano catastrofi e tragedie.

Superstizione, dunque, nulla di più, ma dando un’occhiata qua e là indietro nel tempo, non si può non notare le coincidenze e gli eventi davvero catastrofici che sono accaduti in anni bisestili. Restando in “casa nostra”, basti pensare ad esempio a quanto accaduto in Italia, dove nel bisesto 1908, il terribile terremoto di Messina ha devastato Sicilia e Calabria, portandosi dietro migliaia di morti, feriti ed edifici completamente distrutti. E sempre in materia di sisma come non ricordare anche quello del 1968 in Belice o nel 1976 in Friuli. In tempi molto recenti, poi, le immagini del devastante tsunami, che nel 2004 si è abbattuto sulle coste affacciate sull’Oceano Indiano, sono ancora vivide nella mente di ognuno di noi. Ma senza andare a scomodare le catastrofi naturali, anno in un certo senso funesto fu anche il 1960, quando John Fitzgerald Kennedy venne eletto presidente degli Stati Uniti d’America, per poi essere assassinato solo tre anni dopo. O ancora, facendo un lungo salto indietro nel tempo, troviamo i Maya, che previdero la fine nel mondo nel 2012, anno guarda caso bisestile. Certo, la fine del mondo non è mai avvenuta, ma supponendo che la sfortuna esiste davvero, dobbiamo tenere in conto anche la controparte, e cioè la fortuna. E forse quell’anno l’abbiamo scampata per un pelo.
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