I ricercatori del dipartimento di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma, del dipartimento di Neurologia clinica e comportamentale dell’Irccs Santa Lucia di Roma e dell’Università dell’Aquila hanno condotto uno studio pubblicato su ‘Human Brain Mapping’ in cui è stato individuato un meccanismo neurochimico che determina il ricordo.
I ricercatori hanno scoperto le ragioni per le quali gli uomini sognano in maniera diversa: alcuni non ricordano affatto i loro sogni, mentre altri ne conservano un ricordo molto dettagliato.
Allo stesso modo, tra coloro che ricordano con regolarità i sogni, alcuni riportano narrazioni di estrema incongruenza o con una forte componente emotiva, altri invece forniscono descrizioni assai povere di eventi e scene.
Per spiegare tali fenomeni gli studiosi hanno misurato il comportamento microstrutturale di alcune aree del cervello: esiste una diretta implicazione del neurotrasmettitore dopamina negli aspetti salienti dell’esperienza onirica. L’attenzione degli studiosi si è focalizzata sulle strutture cruciali del sistema dopaminergico di rinforzo e gratificazione cerebrale: la sostanza grigia della corteccia prefrontale mediale e l’amigdala.
All’interno della ricerca, coordinata da Luigi De Gennaro per la Sapienza e da Gianfranco Spalletta per il Santa Lucia, è stato preso in esame la malattia di Parkinson che è caratterizzata da una evidente carenza di dopamina. “Potremmo dire – ha riferito De Gennaro – di avere inaugurato una nuova stagione dello studio della neurochimica del ricordo dei sogni”.
