Come descrivere con una sola parola la bellezza di un fiore con molti petali? Una margherita ad esempio, che rispetto a un tulipano ne è molto più ricca. Matteo, studente di una scuola elementare della provincia di Ferrara, ha pensato a ‘petaloso’ e lo ha scritto in un tema. La parola alla maestra Margherita è piaciuta tanto da incoraggiare il bimbo a chiedere all’Accademia della Crusca di valutarla: “Qualche settimana fa, durante un lavoro sugli aggettivi, un mio alunno ha scritto di un fiore che era ‘petaloso’ – ha spiegato su Facebook -. La parola, benché inesistente, mi é piaciuta, così ho suggerito di inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. Oggi abbiamo ricevuto la risposta, precisa ed esauriente. Per me vale come mille lezioni di italiano. Grazie al mio piccolo inventore Matteo”.

La Crusca ha risposto che la parola è “bella e chiara”, ma perchè entri un un vocabolario bisogna che “la usino tante persone e tante persone la capiscano”. “Se riuscirai a diffonderla – ha scritto ancora la Crusca – allora petaloso diventerà una parola dell’italiano. A quel punto chi compila i dizionari inserirà la nuova parola tra le altre e ne spiegherà il significato”. Il risultato di questo scambio è stato virale sui social network: il post ha avuto quasi 80mila condivisioni su Facebook e su Twitter è partita la campagna ?#?petaloso? per diffondere la parola e farla entrare nell’uso comune, oggi è in cima agli hashtag di tendenza. Persino il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha cercato di diffonderla in un tweet: “Grazie al piccolo Matteo – ha scritto -, grazie @AccademiaCrusca. Una storia bella, una parola nuova #petaloso”. “Bravo Matteo – ha scritto la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini -. La lingua è creatività e luogo di libertà #petaloso @AccademiaCrusca”. Ci prova anche il profilo di Interflora, accompagnandolo dalla foto un un mazzo di fiori: “Ecco il nostro bouquet #petaloso”, scrivono.